Perfetti sconosciuti
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Il remake di “Perfetti sconosciuti” bloccato negli Usa per colpa di Weinstein

Perfetti sconosciuti, la commedia di successo di Paolo Genovese, sta facendo il giro del mondo. È appena uscito nelle sale il remake spagnolo, Perfectos desconocidos, ma rifacimenti sono in arrivo anche da Qatar, Francia, Germania, Svezia, Turchia – dove a dirigere la pellicola è Ferzan Özpetek – e Grecia, dove hanno appena terminato le riprese. L’unica incognita sono gli Stati Uniti, come racconta il regista italiano in un’intervista a Il Fatto Quotidiano.

Siamo partiti benissimo, grande entusiasmo e tre produttori d’eccellenza, tre nomi allora indiscussi: Leonardo Di Caprio, Robert De Niro e poi il “problema”.

Harvey Weinstein.

Esatto, c’è di mezzo lui. E dopo lo scandalo sessuale, temo sia tutto bloccato, ma non so nulla di specifico.

E non è il momento di domandare.

Direi proprio di no. Aspettiamo.

REMAKE DI PERFETTI SCONOSCIUTI IN TUTTO IL MONDO, PAOLO GENOVESE: «NON MI PIACE ESSERE UN UNICUM»

Il dilagare dei remake di Perfetti sconosciuti rende il film un unicum nel panorama del cinema italiano, che solo raramente riesce a esportare pellicole all’estero. «Perfetti sconosciuti si presta, è un film senza richiami specifici, alcuna collocazione geografica o sociale, quindi inquadrabile in differenti contesti sociali», spiega Paolo Genovese. Eppure non è la sola opera italiana con queste caratteristiche. «A me non fa piacere il ruolo di unicum, di caso da raccontare: vuol dire che qualcosa non va, eppure ogni anno ci sono almeno due o tre pellicole italiane con le potenzialità giuste per conquistare il box office straniero», prosegue il regista. «Ci manca una vera cultura dell’esportazione, la stessa messa in campo da Paesi come Francia o Spagna: non sappiamo promuovere, spingere, investire, quando all’estero suscitiamo sempre un certo appeal e me ne accorgo quando partecipo ai festival».

 

Foto copertina: ANSA/ ETTORE FERRARI