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Aghi sparati contro i passanti a Torino, cinque feriti e la paura che fossero infetti

Inquietudine a Torino per gli aghi sparati contro i passanti in zona San Paolo, un’area semicentrale, dove ci sono alcuni problemi di disagio sociale. Un’auto sfreccia vicino ai marciapiedi, avvicinandosi il più possibile ai pedoni. Poi dal finestrino partono i colpi: i “proiettili” sono aghi lunghi 10 centimetri, quelli usati negli ospedali per le iniezioni peridurali. Per il momento hanno ferito cinque persone, ma gli episodi fanno scattare l’allarme: non si conoscono i responsabili, non si conosce il motivo dei loro gesti, né lo scopo.

Le ferite sono lievi, per fortuna gli aghi sparati non hanno colpito nessuno agli occhi, altrimenti – dicono i medici – avrebbero potuto causare danni gravi. Chi è stato colpito ha però immediatamente chiamato il 118 o si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Martini: il timore era che dietro a quello che sembra un gioco da bulli si potesse nascondere un piano per diffondere un’epidemia di qualche genere. Fortunatamente le prime analisi cliniche sembrano escludere che gli aghi fossero infetti, ma l’inquietudine resta.

INQUIETUDINE A TORINO PER L’EPISODIO DEGLI AGHI SPARATI CONTRO I PASSANTI

I testimoni dicono che sulla macchina ci fossero più persone. Quante di preciso nessuno lo sa con certezza. Chi guidava – raccontano – prendeva attentamente la mira, per avvicinarsi il più possibile ai passanti e far in modo che gli aghi sparati non li mancassero. La volontà di colpirli quindi è certa, il muovente non si conosce. La prima ipotesi è che si tratti dell’ennesima follia metropolitana, una specie di gioco da bulli, come quello che si era diffuso un paio d’anni, quando in giro per tutta Italia c’era chi colpiva sconosciuti per strada in modo inaspettato. Si chiamava knockout-out game e l’obiettivo era stendere qualcuno con un solo colpo.

Il caso degli aghi sparati, però, sembra nascondere qualcosa di più serio, a partire dallo strumento utilizzato, perché per lanciarli a quella velocità e con così tanta precisione non bastano certo le mani. Potrebbe essere stata usata una pistola ad aria compressa (facile da usare e anche da reperire) o una meno comune sparachiodi a gas, appositamente modificata. Un’ipotesi, quest’ultima, decisamente più preoccupante, perché lo strumento può essere molto pericoloso.

Foto copertina: Pixabay