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Il padre degli stupratori di Rimini: «Tra due anni saranno liberi e puliti»

«I miei figli faranno due o tre anni di carcere poi usciranno puliti, speriamo quella compagnia non ci sarà più, si potranno fare una famiglia e vivere tranquilli. Sono giovani ancora». È la dichiarazione in tv di Mohamed, 51 anni, padre dei due fratelli marocchini minorenni finiti in carcere per lo stupro avvenuto a Rimini la notte tra il 25 e il 26 agosto. Nel corso di un’intervista mandata in onda ieri su Canale 5 a Matrix (ripresa anche dal Quotidiano Nazionale in un articolo a firma di Grazia Buscaglia) l’uomo (che si trova in Italia da circa trent’anni e che attualmente si trova agli arresti domiciliari) ha affermato: «Mi dispiace per quella ragazza polacca e la trans. È una cosa brutta, non si fa, ma è capitata. Adesso sono ragazzini. Due anni o tre, escono a lavorare, cambiano la vita. I miei figli non avranno più certe compagnie, avranno capito quello che è successo e si comporteranno bene».

 

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STUPRO RIMINI, IL PADRE DEI FRATELLI: «TRA DUE ANNI SARANNO LIBERI»

L’intervista al padre dei ragazzi accusati di stupro arriva proprio mentre emergono nuovi particolari sulla serata di violenza della comitiva. Prima di avvicinare le vittime, una giovane polacca e una trans peruviana, i 4 amici (il leader del gruppo Guerlin Butungu, 20enne congolese, i due fratelli marocchini di 17 e 15 anni e un nigeriano 16enne) avrebbero aggredito anche una coppia di turisti bolognesi. Su un’altra spiaggia di Rimini, all’altezza del bagno 20, uno dei ragazzi si sarebbe avvicinato con tono amichevole ai due giovani italiani, di 19 e 20 anni, poi sarebbero sbucati gli altri tre. Ai due il gruppo avrebbe sottratto soldi e un telefonino, poi trovato a Butungu al momento dell’arresto. I due bolognesi hanno descritto come «furie» i loro aggressori. Ora la Procura gli mostrerà le immagini del branco per un’identificazione ufficiale.

(Immagine da archivio ANSA)

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