Pineta Dux
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Pineta Dux, dopo l’incendio l’appello di CasaPound per ripiantare gli alberi bruciati

Nei giorni scorsi nell’enorme incendio che ha colpito il Monte Giano, in provincia di Rieti, è andata in fiamme anche la Pineta Dux, cioè l’enorme scritta che inneggiava a Mussolini, ricavata dal particolare taglio degli alberi e realizzata nel 1939 dalla Scuola Allievi Guardie Forestali di Cittaducale nel 1939.

Pronta la reazione di CasaPound: “La storia non si cancella”, recita un loro manifesto. L’intenzione del movimento di estrema destra è quella di ripiantare tutti gli alberi della Pineta Dux andati distrutti nell’incendio, così da poter ripristinare la scritta inneggiante a Mussolini. Per farlo i militanti, però, hanno bisogno di fondi. Li hanno chiesti ai “tantissimi che ci hanno chiesto come poter aiutare con una donazione”. E non solo: CasaPound cerca anche “vivaisti che vogliano collaborare”.

PINETA DUX, LO SFOGO DEL SINDACO E L’IRONIA DEI SOCIAL

Oltre a CasaPound, anche il sindaco del comune di Antrodoco – quello che ospitava la scritta – Alberto Guarrieri è rimasto molto amareggiato dalla distruzione della Pineta Dux. Su Facebook si è lasciato andare a uno sfogo nostalgico sul Ventennio fascista, ma ha anche denunciato la carenza di mezzi e l’inadeguatezza dei sistemi di soccorso per fronteggiare quella che rappresenta un’emergenza ambientale. Sui social network il video non è passato inosservato e in molti hanno commentato con ironia quelle parole nostalgiche. C’è anche chi però ha ricordato come l’incendio alla Pineta Dux rappresenti un danno non solo al patrimonio naturale, ma anche a quello culturale.

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PINETA DUX, LA STORIA

La storica scritta DVX, fu realizzata durante il periodo fascista dalla Scuola Allievi Guardie Forestali di Cittaducale nel 1939, con il contributo di numerosi giovani del posto, come omaggio a Benito Mussolini. Era stata restaurata nel 2004 utilizzando dei fondi regionali, essendo considerata patrimonio artistico e monumento naturale.