Mannocchi contro Mieli Libia
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L’attacco della giornalista a Paolo Mieli: «In Libia non esistono centri di accoglienza, ma di detenzione»

L’editoriale di Paolo Mieli sul Corriere della Sera, in cui si parlava dei cosiddetti «centri di accoglienza in Libia» e della diminuzione degli sbarchi di migranti in Italia nei mesi di luglio e di agosto, ha provocato la reazione della giornalista Francesca Mannocchi che, per diverso tempo, è stata in Libia proprio a monitorare quelle situazioni di cui Mieli ha parlato ieri.

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Ne viene fuori una puntualizzazione anche piuttosto forte della giornalista che ha definito «centri di detenzione» quelli chiamati «di accoglienza» da Mieli, sostenendo che la Libia – non avendo aderito alla convenzione di Ginevra sui rifugiati nel 1951 – non può essere considerato un Paese sicuro. Pertanto, gli accordi presi dal nostro governo in questo territorio sarebbero da monitorare con attenzione, al di là della diminuzione degli sbarchi negli ultimi mesi estivi (dato che, però, secondo lo stesso Mieli, potrebbe cambiare da un momento all’altro).

In effetti, la giornalista Francesca Mannocchi ha documentato con foto e video quello che accade nei centri di detenzione in Libia, mostrando al mondo intero le inumane condizioni in cui versano i migranti, quegli stessi che cercano asilo politico nel nostro Paese.

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Inoltre, la Mannocchi insiste anche sul ruolo dell’Onu a proposito di questi centri: secondo la giornalista, infatti, le organizzazioni umanitarie in generale riescono a raggiungere pochi centri e senz’altro nessuno di quelli non ufficiali, perlopiù gestiti da miliziani che hanno in mano il traffico degli esseri umani. Nell’articolo, inoltre, Paolo Mieli esalta il ruolo della Guardia costiera libica, sostenendo che quest’ultima abbia salvato più di 10mila vite umane. Tuttavia, ricorda la Mannocchi, un recente report delle Nazioni Unite ricorda come la Guardia costiera libica sia un ente piuttosto inaffidabile, dal momento che molte volte è stato complice con trafficanti e milizie armate che gestiscono le illecite operazioni di imbarco dal Paese.

(FOTO da account Twitter @mannocchia)