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Nuova inchiesta esplosiva del Boston Globe: dopo la pedofilia nella chiesa, ecco il reportage sui figli dei sacerdoti

Il Boston Globe rischia di far esplodere una nuova bomba, dopo la pubblicazione – nel 2015 – de Il caso Spotlight, un documentario sulla pedofilia nella chiesa. Ora, nel mirino del team di Michael Rezendes ci sono i figli dei sacerdoti, che hanno raccontato la loro vicenda di uomini e donne alla continua ricerca dell’identità di un padre che, per la maggior parte delle volte, resta ignoto o inavvicinabile.

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FIGLI SACERDOTI, LA NUOVA INCHIESTA DEL BOSTON GLOBE

Si tratta di un nuovo reportage, dopo quello che valse prima il Pulitzer e poi il premio Oscar nel 2016. Di sicuro avrà un grandissimo impatto mediatico che si può evincere già dalla premessa ai due articoli pubblicati sul quotidiano americano: «Benché i preti siano diventati molte e molte volte genitori – si legge -, nella lunga storia del celibato ecclesiastico, la legge canonica tace quanto alla responsabilità del vescovo quando uno dei suoi preti ha un figlio».

FIGLI SACERDOTI, LE STORIE PIÙ INTIME

Ovviamente, l’inchiesta parte dalle storie personali. Si tratta di vicende intime che i giornalisti hanno avuto modo di seguire molto da vicino. Come quella di Jim Graham, un cittadino americano che, alla morte dei genitori adottivi, scoprì di essere il figlio di un sacerdote. Graham è noto negli Stati Uniti proprio per la sua meticolosa ricerca delle sue origini e costituisce proprio lo spunto iniziale per tutta l’inchiesta.

Nel reportage, viene raccontata anche la storia di Chiara Villar, che abita in Canada. Per anni è stata costretta a chiamare suo padre naturale, anche lui sacerdote, con l’appellativo generico di «zio». Il Boston Globe, insomma, mette in evidenza tutta la potenza di un vero e proprio dramma esistenziale, proprio alla vigilia della scadenza (prevista per il mese di settembre) della richiesta, da parte del Comitato Onu al Vaticano, di censire tutti i figli dei sacerdoti e di assicurare loro le attenzioni necessarie. Un fenomeno che, a quanto emerge dall’inchiesta del team Spotlight, sarebbe estremamente diffuso non solo negli Stati Uniti, ma anche in Irlanda, Messico, Polonia e Paraguay.

(FOTO: ANSA/OSSERVATORE ROMANO)