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Vaccino anti-meningite: a Varese solo 6 pediatri (su 116) aderiscono al piano regionale

Solo sei pediatri su oltre 120 hanno accettato di somministrare i vaccini antimeningococco in regime di co-pagamento.

Spiega Varese news:

L’emergenza scoppiata lo scorso inverno sull’onda delle notizie di cronaca, aveva mandato in tilt i centralini dell’aziende ospedaliere per le eccessive richieste.
Regione Lombardia aveva caldamente invitato la popolazione a far vaccinare soprattutto bambini e giovani con l’obiettivo di diminuire i contagi di una malattia che provoca gravi danni con esiti anche drammatici.
In breve tempo, però, le liste d’attesa che si erano create erano diventate eccessivamente lunghe, tanto da indurre le autorità sanitarie a chiedere rinforzi.
Per questo, la Regione si era rivolta ai pediatri di libera scelta, invitandoli ad aderire al piano di vaccinazione in copagamento dei vaccini antimeningococco B che prevede due somministrazioni al costo di 83 euro ognuno.

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A Varese solo 6 pediatri hanno aderito alla richiesta mentre gli altri (116) non hanno reagito alla domanda.
Perché? Spiega sempre Varese news:

Diffuso è il fastidio per un servizio anomalo dato che i pediatri offrono cure e visite in regime di servizio sanitario e quindi gratuito per gli utenti. L’idea di farsi pagare è risultata ai più sgradita, decretando, di fatto, il fallimento della chiamata che rimane, quindi, limitata agli enti vaccinali preposti con liste d’attesa che si aggirano attorno ai 7/8 mesi.

(In copertina un momento della protesta del movimento No VAX fuori Montecitorio, Roma, 28 luglio 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI)