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Per Ferragosto medici tutti malati: chiuso il reparto

A Cetraro, Calabria, a Ferragosto l’unica sala parto è rimasta chiusa. O meglio, è rimasto chiuso l’intero reparto di Ginecologia e Ostetricia che, in piena stagione estiva, poteva tornare utile in caso di emergenze. Il motivo? Medici tutti malati fino alla mattina del 16.

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Il caso è raccontato su Repubblica:

Sprangata, come l’intero reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Cetraro, che in questo periodo sovraccarico di turisti avrebbe dovuto essere riservato alle emergenze.
Servizio sospeso dalle due di pomeriggio del 14 agosto alle otto di mattina del 16, “a causa di carenza del personale medico
per malattia” come si legge in una comunicazione con la quale, proprio alla vigilia della festività, il direttore sanitario
ha annunciato ai responsabili degli ospedali di Cosenza e Castrovillari che avrebbero dovuto farsi carico delle urgenze.
Per eventuali sventurati pazienti significa affrontare almeno un’ora di strada in più, in auto o in ambulanza. Oppure confidare nell’unico elisoccorso disponibile in una provincia con 151 Comuni e 6.700 chilometri quadrati d’estensione.
Da quelle parti dicono che san Francesco di Paola, nato a pochi chilometri da Cetraro, sia il protettore delle donne partorienti. E attribuiscono a lui il fatto che nessuno abbia patito conseguenze gravi per il disservizio. Ma c’è chi, come Cinzia, ricoverata la mattina del 14 agosto perché prossima al parto, la sera è stata mandata a casa:
«Io cosa ci posso fare?», le ha detto l’ultimo medico di turno.
Nella notte le si sono rotte le acque e ha fatto appena in tempo ad arrivare a Cosenza per partorire, in un reparto che, racconta, era «invaso» da neomamme.

Sulla questione potrebbe esserci un risvolto penale. Un consigliere regionale del Pd, Giuseppe Aieta, ha chiesto al direttore generale di Cosenza Raffaele Mauro di avviare un’inchiesta interna. E lui ha presentato una denuncia in procura. L’ipotesi di reato è interruzione di pubblico servizio. La polemica monta. Domenico Introini, primario facente funzioni del reparto ha
ha dichiarato al Quotidiano del Sud: «Le ferie sono un diritto per tutti i lavoratori e civilmente si dividono tra i colleghi, ma in particolare si dividono i festivi importanti. C’è stato qualcuno che si è ammalato proprio i giorni di Ferragosto creando
una catena di malati. Ma non pensate che ciò sia avvenuto solo oggi». Per il primario si tratta di una coincidenza che «avviene sistematicamente da molto tempo». All’indomani del giovane di 23 anni, morto per aver atteso diverse ore nel pronto soccorso di Loreto Mare in attesa di un esame anche il caso calabrese rischia di non chiudersi qui.

(foto copertina Ansa)