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Anief contro il decreto Lorenzin: il sindacato degli insegnanti prepara il ricorso

Anief, l’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, contro il decreto attuativo della ddl Lorenzin che introduce l’obbligo vaccinale per l’iscrizione scolastica e valuta azioni per impugnarlo. «Attraverso le due circolari esplicative si è riusciti nell’impresa di fare peggio della norma-madre: sono state imposte rigide disposizioni che precludono la possibilità di far frequentare la scuola agli alunni fino a 6 anni non in regola, minando il diritto allo studio previsto dalla Costituzione italiana, e si conferisce ai presidi una responsabilità, con tutte le incombenze che comporta, che per ovvi motivi non può essere a carico dell’istruzione pubblica ma rimane di carattere puramente medico-sanitario», fa sapere il sindacato in una nota.

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ANIEF: LO STATO DOVEVA CONFRONTARSI PRIMA CON LA SCUOLA

Per Marcello Pacififico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, «serviva un dibattito e un adeguato confronto con le parti sociali» prima dell’approvazione dei decreti attuativi del ddl Lorenzin sui vaccini. «Lo Stato si è spinto oltre le proprie competenze dimenticando di attivare un adeguato raccordo con la scuola, che non può continuare a fungere da ‘imbuto’ dove infilare i problemi». Anief ricorda che nelle segreterie scolastiche negli ultimi anni sono stati cancellati 50mila posti di lavoro negli ultimi anni e anche per questo la scuola in questo momento non si può sobbarcare il peso delle verifiche sull’obbligo vaccinale.

ANIEF: LA SCELTA SE VACCINARE SPETTA AI GENITORI, NON ALLO STATO

Il presidente nazionale di Anief Marcello Pacifici si spinge anche a dare un giudizio di merito sul ddl Lorenzin: «Lo Stato non può spingersi oltre le proprie competenze: quella di praticare o meno la vaccinazione a un bambino, più delle basilari, rimane una scelta discrezionale della famiglia. Lo Stato può indicare la strada migliore, fornire consigli adeguati, ma l’ultima parola dovrebbe rimanere a chi detiene la patria potestà del minore».

ANIEF PREPARA IL RICORSO AL DECRETO LORENZIN

Anief chiede in prima battuta l’immediata sospensione delle circolari attuative del ddl Lorenzin, per «inapplicabilità» e rinviare la sua applicazione di almeno un anno. Altrimenti – minaccia il sindacato – ricorerrerà contro il decreto sui vaccini. Il sindacato si chiede anche come mai l’obbligo vaccinale sia stato previsto solo per la scuola. «Perché, ad esempio, non si è previsto lo stesso obbligo per tutti coloro che fanno una visita o si ricoverano in ospedale? In altri luoghi di affollamento, se i vaccini sono così rilevanti per la salute pubblica, per quali motivi non è stato adottato lo stesso criterio di indispensabilità delle certificazioni per l’accesso?»

La nostra associazione sindacale – continua Pacifico – chiede alle istituzioni di prendere atto dei forti dubbi attuativi della norma e rinviare di almeno un anno l’applicazione del decreto approvato in estate con la fiducia delle Camere. È il minimo che si possa fare, se si vuole evitare il caos. Perché manca l’adeguato raccordo con la scuola. Qualora ciò non avvenga, il nostro studio legale sta già approfondendo i contenuti delle circolari applicative del decreto, per verificare se vi sono i presupposti giuridici per bloccarne gli effetti pratici e anche per ricorrere contro lo stesso decreto. Nel contempo, l’organizzazione a tutela dei lavoratori della scuola e pubblici sta valutando se ci sono i presupposti per avviare delle azioni legali finalizzate a impugnare il decreto vaccini obbligatori, soprattutto sul versante dei principi costituzionali lesi.

Foto copertina: ANSA / CIRO FUSCO