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Pil, c’è poco da gioire: siamo il fanalino di coda dell’Europa

Il Pil nel secondo trimestre 2017 è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% rispetto allo stesso
periodo dell’anno scorso. Sono dati positivi ma l’Italia resta sempre tra le ultime in Europa.
A sottolinearlo oggi è Fabio De Ponte su La Stampa.

Dati positivi ma sempre nella fascia bassa della classifica europea: tra aprile e giugno il Pil dell’Ue è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2016. Lontani i traguardi tedeschi: in Germania il trimestre fa +0,6% – nonostante un dato inferiore alle attese – e +2,1% su base annua. La Francia fa +0,5% e +1,8%, la Spagna +0,9% e +3,1%, l’Olanda (tuttora senza un governo) +1,5% e +3,8%, la Polonia +1,1% e +4,4%. Solo il Portogallo e il Regno Unito fanno meno di noi: +0,2% e +0,3% rispettivamente, ma su base annua vanno entrambi meglio: +2,8% e +1,7%. Persino la Finlandia, che registra una contrazione di mezzo punto rispetto al trimestre precedente, segna una crescita annua dell’1,7%. Identici a quelli tedeschi i dati americani: gli Usa nel secondo trimestre registrano un +0,6% rispetto ai tre mesi precedenti e un +2,1% rispetto allo stesso periodo del 2016. Una strada ancora lunga.

Il post su Facebook dell’ex presidente del Consiglio (e attuale segretario Pd) Matteo Renzi

Il tweet dell’attuale premier Paolo Gentiloni. Trova le differenze.

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Non solo. Come spiega la Stampa anche la disoccupazione non brilla.

La disoccupazione, pur in calo, a giugno era ancora – dati Istat – pari all’11,1% e quella giovanile al 35,4%. Siamo lontanissimi dai livelli pre-crisi: nel 2008 quella generale viaggiava intorno al 6,5% e quella di chi ha tra i 15 e i 24 anni intorno al 20%. Per tornare a quei numeri ci vorrà ancora molto tempo.

(foto copertina ANSA / CIRO FUSCO)