ISTANBUL
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A Istanbul non ci si diverte più: calo dei turisti, 30 miliardi di danni

I fasti della vecchia Costantinopoli sono ormai dimenticati. Ora c’è una nuova Istanbul e una nuova Turchia, la Yeni Türkiye voluta da Recepp Tayyp Erdogan. Con la polizia armata che gira di notte nei distretti più pericolosi, in tenuta antisommossa e con il compito ben preciso di placare qualsiasi comportamento fuori le righe. Con i locali deserti e gli alberghi vuoti. Con la celebre movida ridotta a qualche semplice schiamazzo.

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ISTANBUL, IL CALO DEL TURISMO

La nuova Turchia e la nuova Istanbul – come ha sottolineato il quotidiano La Stampa – hanno poco a che vedere con quella di qualche anno fa. I turisti fuggono e quell’afflusso di europei e statunitensi degli inizi del decennio è solo un pallido ricordo. Numeri alla mano, nei primi sei mesi di quest’anno i turisti entrati nel Paese sono stati circa 4,3 milioni.  Una cifra che non ha nulla a che vedere con gli oltre 11 milioni di persone che avevano visitato la Turchia prima dell’ondata di arresti del 2015.

Gli unici a resistere sono i turisti russi, grazie alla rinnovata fiducia tra Vladimir Putin ed Erdogan e grazie al ripristino delle linee aeree tra Turchia e Russia. Ma il resto è un rosso profondo. La Turob, Associazione degli albergatori turca, ha calcolato le perdite saranno di un miliardo di euro nella sola Istanbul in questo 2017. La Tyd, Associazione degli investitori nel settore turismo, ha previsto che nel triennio 2016-2018, a questo ritmo, andranno in fumo fino a 30 miliardi di dollari.

ISTANBUL, IL FUTURO È INCERTO

E, per il momento, non sembra che ci siano novità in vista. Verso i turisti c’è sempre più intolleranza, come testimoniano episodi di vere e proprie rappresaglie nei confronti di chi indossava i pantaloncini corti per le strade della città. Attentati come quello al famoso locale Reina, uno dei punti nevralgici della movida cantata nei suoi romanzi dal premio Nobel Orhan Pamuk, hanno fatto il resto.

La nuova Turchia, la nuova Istanbul non sembrano fatte per i turisti. E un settore che da sempre ha rappresentato il fiore all’occhiello dell’economia del Paese ora sembra essere al collasso. Il regime di Erdogan non fa bene a chi vuole divertirsi.

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