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La 15enne italiana di origini africane esclusa da una gara canora perché «non è un’italiana vera»

È stata vittima di un brutto episodio di discriminazione una 15enne di origini africane intenzionata a partecipare ad una gara canora, il Canta Verona Music Festival. La ragazza, Dora B., con cittadinanza italiana e figlia di genitori ghanesi arrivati in Italia circa 30 anni fa, non è stata ammessa all’evento perché non è stata ritenuta dall’organizzatore «un’italiana vera». A raccontare la singolare esclusione dal concorso è stato il fratello della adolescente, Emmanuel. La vicenda, emersa dopo la pubblicazione su Facebook degli screenshot di una conversazione tra Dora e i responsabili della gara, è stata ricostruita da Paolo Gallori su Repubblica.

 

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RAGAZZA ITALIANA ESCLUSA DALLA GARA PERCHÉ NON È CONSIDERATA «UN’ITALIANA VERA»

La ragazza aveva contattato l’organizzazione per avere informazioni sull’evento. Si è sentita rispondere che non era destinato a stranieri. A quel punto la giovane ha insistito: «Ho cittadinanza italiana. Sono nata e residente a Verona». Ma la posizione degli organizzatori non è affatto cambiata. «No, italiani si nasce non si diventa e si nasce da genitori italiani. Io la penso così ed è riservato esclusivamente a italiani di fatto. Ci sono anche cinesi con cittadinanza italiana, ma non sono italiani di fatto», è stata la nuova risposta. Un messaggio inaccettabile. Emmanuel a quindi chiesto le scuse alla sorella. E le scuse sono arrivate, ma solo quando la 15enne ha pubblicato la chat su Facebook.

 

(Immagine via Facebook)

 

L’ORGANIZZATORE: «NON SONO RAZZISTA»

L’organizzatore, S.P., contattato da Repubblica, ha detto di non essere razzista e di aver solo espresso un’opinione politica. «Ho 42 anni, faccio questo mestiere da 24. Non sono razzista, la mia ragazza è straniera e ho amici di ogni nazionalità». E ancora: «Ricevo tanti contatti su Facebook. Ma come faccio a sapere chi c’è dietro quel profilo? Mi rendo conto di aver sbagliato a scrivere quelle cose, ma non sapevo con chi avessi realmente a che fare. Credevo fosse uno scherzo, una provocazione. Comunque, quella è la mia opinione, non credo di aver commesso un reato. E invece qui mi rovino la vita». E sulla conversazione con Emmanuel: «Mi ha contattato il fratello. Io ho chiesto scusa, più e più volte. Mi sono anche offerto di ospitare la ragazza in qualche evento futuro, perché il Canta Verona non lo faccio più. Le ho anche proposto di cantare dietro compenso. Ma è stato inutile. Il fratello mi ha detto semplicemente: ora ti sputtano».

«Ho cercato di fargli capire che il problema non sono le sue opinioni – ha detto infine Emmanuel -, il problema è scrivere che un concorso è riservato a cittadini italiani e che mia sorella non lo è perché è figlia di genitori non italiani. Quando invece anche loro lo sono. Io ho insistito per le scuse, perché mia sorella stava vivendo la cosa con grande disagio e aveva bisogno di sostegno».

(Immagine via Facebook)