Elezioni Norvegia 2017
|

Elezioni Norvegia 2017, la guida alla sfida tra destra nazionalista e Laburisti

ELEZIONI NORVEGIA 2017

Elezioni Norvegia 2017 manca un mese al rinnovo dello Stortinget, il Parlamento unicamerale del Paese scandinavo. Le consultazioni nazionali determineranno la formazione del nuovo Governo. La premier uscente, la conservatrice Erna Solberg, appare sfavorita nella sfida per la guida della Norvegia contro il leader dei Laburisti Jonas Gahr Støre, ministro degli Esteri nell’ultimo esecutivo di centrosinistra presieduto dall’attuale segretario generale della NATO Jens Stoltenberg. Le elezioni norvegesi sono particolarmente interessanti perché per la prima volta è sottoposta al giudizio dei cittadini l’esperienza governativa di un partito populista di destra.

Elezioni Norvegia 2017
La sedello Stortinget, il Parlamento norvegese. Screenshot da Facebook

ELEZIONI NORVEGIA 2017 DATA

Le elezioni Norvegia 2017 si svolgeranno lunedì 11 settembre. Lo Stortinget si rinnoverà dopo quattro anni, dopo la scadenza naturale della legistatura seguita alle elezioni del 2013. In questi ultimi quattro anni la maggioranza relativa del Parlamento monocamerale della Norvegia è stata controllata da Høyre, che significa la Destra, il partito conservatore presieduto dall’attuale primo ministro, Erna Solberg. Associati al Partito popolare europeo, i Conservatori norvegesi hanno governato in questi anni insieme al Partito del Progresso, una formazione populista o di destra nazionalista, pur non avengo una maggioranza allo Stortinget. L’esecutivo di minoranza è stato tollerato da due formazioni centriste, una di ispirazione cristiana e membro osservatore del Ppe, l’altra liberale, che però non sono entrate al Governo, anche per non condividere l’esperienza dell’esecutivo più a destra nella storia della Norvegia. La partecipazione del Partito del Progresso è stata giudicata come controversa, visto che in passato la forza politica era ostracizzata per le sue posizioni radicali sull’immigrazione. Il Governo Blu-Blu, dai colori che indicano le forze conservatrici, ha rappresentato una rilevante novità politica in uno dei Paesi culturalmente più progressisti d’Europa. La principale forza di opposizione nella ormai conclusa legislatura sono stati i Laburisti, il partito che nel secondo dopoguerra ha espresso la quasi totalità dei primi ministri norvegesi. Dopo quattro anni di opposizione l’Arbeiderpartiet è rilevato dai sondaggi come il favorito per tornare a presiedere il Governo norvegese col suo segretario Jonas Gahr Støre.

LEGGI ANCHE > ELEZIONI GERMANIA 2017, LA GUIDA ALLA SFIDA TRA ANGELA MERKEL E MARTIN SCHULZ

Elezioni Norvegia 2017
La premier norvegese e leader dei Conservatori Erna Solberg, Zhang Shuhui/Xinhua via ZUMA Wire)

LEGGI ANCHE >IL GRUPPO FACEBOOK CONTRO I MIGRANTI CHE SCAMBIA SEDILI VUOTI PER DONNE COL BURQA

ELEZIONI NORVEGIA 2017 SONDAGGI

I sondaggi sulle intenzioni di voto alle elezioni Norvegia 2017 rilevano i Laburisti stabilmente sopra al 30%, la percentuale ottenuta nel 2013, quando il partito del premier uscente Stoltenberg era arrivatoin testa, ma aveva perso la maggioranza parlamentare in favore dell’opposizione conservatrice. La tendenza demoscopica non è però molto favorevole al principale partito di opposizione al Governo Solberg: dal 2014 al 2015 i valori deell’Arbeiderparteit erano di diversi punti più alti, con picchi prossimi al 40%, percentuale che i Laburisti da più di 30 decenni, ma che è stata abituale dagli anni trenta fino agli anni ottanta. I Conservatori sono stimati invece poco sopra al 20%, in calo rispetto al 27% ottenuto da Høyre alle precedenti elezioni. La premier Solberg è riuscita a fermare la tendenza al calo osservata sin dall’avvio del governo con il Partito del Progresso, ma la coalizione, già in minoranza al Parlamento norvegese, appare distante dai valori ottenuti nel 2013. Il calo di Conservatori e destra nazionalista guidata da Siv Jensen, ministro delle Finanze e leader del Partito del Progresso da più di 10 anni, è compreso tra i 5 e i 10 punti percentuali nei sondaggi di luglio e inizio agosto, con una tendenza però positiva. Negativa è anche la stima delle intenzioni di voto per i liberali di Venstre e i Cristiano-democratici, le due formazioni che hanno appoggiato dall’esterno il Governo Solberg, vicine alla soglia del 4% necessaria per ottenere i seggi compensativi. Il partito rilevato con la maggior crescita dai sondaggi è il Centro, spesso alleato coi Laburisti al Governo, e ora all’opposizione, vicino al 10%. Piuttosto deludente è l’andamento demoscopico della Sinistra socialista, anch’essa alleata dell’Arbeiderpartiet di Jonas Gahr Støre, ferma sul 5% circa ottenuto nel 2013.

 

Elezioni Norvegia 2017
Il Governo Blu-Blu guidato da Erna Solberg e formato da Conservatori e Partito del Progresso, screenshot da www.regjeringen.no

ELEZIONI NORVEGIA 2017 COALIZIONI

In Norvegia la legge elettorale è proporzionale, e ogni partito candida una sua lista di candidati per lo Stortinget. La formazione del Governo è però parzialmente anticipata con alleanze già indicate, per quanto in modo non totalmente vincolante, agli elettori. Una caratteristica del sistema politico scandinavo, favorito dal lungo dominio dei partiti socialdemocratici nel secondo dopoguerra, che hanno spinto i partiti di centrodestra a raggrupparsi per provare a sconfiggere elettoralmente il centrosinistra. In Norvegia i Laburisti hanno formato la coalizione rosso-verde nel 2005 insieme alla sinistra socialista e al Centro, partito moderato che rappresenta in particolar modo agricoltori e zone rurali. Il centrodestra è stato guidato negli scorsi decenni dai leader dei Conservatori oppure dai Cristiano-democratici, in alleanza con Venstre, la Sinistra, il partito liberale che ha dominato a fine ottocento e a inizio novecento il sistema politico norvegese. e Venstre sono due formazioni tra le più longeve d’Europa, che in Italia sarebbero equivalenti della Destra e Sinistra storica. Fino al 2013 invece il Partito del Progresso era rimasto sempre escluso dal governo, perché le formazioni moderate erano indisponibili a collaborare a livello nazionale con questa forza populista, fondata negli anni settanta come movimento anti tasse. Il Partito del Progresso è esploso elettoralmente nei decenni successivi, fino a superare il 20% e diventare la seconda forza politica dello Storting, grazie alle sue posizioni di radicale contrapposizione all’immigrazione. Anche in vista delle elezioni Norvegia 2017 i partiti si presentano con le coalizioni formatesi negli ultimi quindici anni. I Laburisti hanno dichiarato di voler governare con il Centro e con la Sinistra socialista, mentre i Conservatori sono intenzionati a proseguire l’esperianza dell’esecutivo Solberg col Partito del Progresso.

Elezioni Norvegia 2017
Un manifesto contro burqa e niqad, da vietare, del Partito del Progresso, screenshot da Facebook

LEGGI ANCHE >  ELEZIONI AUSTRIA 2017, SEBASTIAN KURZ SFIDA IL CANCELLIERE KERN E IL NO EURO STRACHE

ELEZIONI NORVEGIA 2017, LA DESTRA POPULISTA DI PARTITO DEL PROGRESSO A GIUDIZIO

Le elezioni norvegesi sono osservate con interesse perché per la prima volta nell’Europa del Nord un partito populista di destra nazionalista sarà sottoposto al giudizio degli elettori dopo una sua esperienza di governo. Nella Scandinava un tempo bastione socialdemocratico negli scorsi decenni si sono imposti formazioni nazionaliste che sono esplose elettoralmente grazie alla loro contrapposizione al generoso sistema di accoglienza nei confronti degli stranieri. Il Partito del Progresso è il primo a esser arrivato al Governo, visto che i Popolari danesi hanno finora preferito l’appoggio esterno agli esecutivi conservatori – e sono decisamente più centristi sui temi economici rispetto alla destra norvegese – mentre i Veri Finlandesi, che sostengono il cabinetto guidato da Juha Sipiläsi dal 2015 si sono scissi dopo aver scelto un leader condannato per espressioni razziste contro Islam e africani per risollevarsi dalla loro crisi. Anche il Partito del Progresso era stato travolto all’inizio dall’esperienza governativa, dimzzeandosi nei sondaggi fino al 2015, in modo particolar per aver tradito alcune promesse fiscali come la cancellazione dei pedaggi autostradali. La crisi dei migranti scoppiata nell’estate del 2015 ha favorito la ripresa della destra populista, a cui la premier Solberg ha affidato la gestione dell’immigrazione con la creazione di un apposito ministero affidato alla giovane Sylvi Listhaug. Il crollo delle domande di asilo, passate da più di 30 mila nel 2015 a meno di 3 mila nel 2017, ha favorito la ripresa demoscopica del Governo Solberg e dei suoi alleati nazionalisti.

ELEZIONI NORVEGIA, LA SFIDA TRA IL PETROPOPULISMO E LA SINISTRA DEL WELFARE

Il Governo Solberg, su spinta del Partito del Progresso, ha aumentato in modo rilevanto i prelievi,ben oltre i 10 miliardi di euro, dal fondo sovrano norvegese, il più ricco del mondo con una dotazione di quasi mille miliardi di dollari, finanziato dai proventi della produzione e distribuzione del gas e del petrolio posseduti dallo Stato. Il forte calo del petrolio degli scorsi anni ha messo in difficoltà l’economia norvegese, e l’esecutivo di destra ha deciso di aumentare i prelievi dal fondo sovrano per coprire le spese che hanno aumentato il deficit negli anni passati. Una strategia economica bocciata dalla sinistra laburista, che l’ha definito petropopulismo. Il leader Jonas Gahr Støre ha fatto un punto centrale della sua campagna elettorale un taglio delle spese effettuate dal fondo sovrano, proponendo inoltre di aumentare il gettito con una parziale cancellazione delle tasse tagliate dal Governo Solberg, equivalenti a circa 2 miliardi e mezzo di euro. Una contrapposizione radicale che ha reso meno facile la campagna elettorale dei Laburisti, che oltre a proporre nuove tasse propongono anche una riduzione delle spese. La premier conservatrice Solberg ha rimarcato come la fragile crescita economica, con aumenti del Pil di poco superiore all’1%, sarebbe messa a rischio dalla politica fiscale dei Laburisti, pur ammettendo come non ci sia molto spazio per ulteriori riduzioni di tasse.

Elezioni Norvegia 2017
Il leader laburista Jonas Gahr Store, screenshot da Facebook

ELEZIONI NORVEGIA 2017, LA SFIDA TRA EMA SOLBERG E JONAS GAHR STØRE

Erna Solberg è diventata primo ministro nell’ottobre del 2013, riportando i Conservatori di Høyre vicini al 30% grazie a un deciso spostamento a destra. La leader, eletta alla guida dei Conservatori nel 2004 quando il principale partito del centrodestra era in crisi dopo l’appoggio al primo ministro democristiano Kjell Magne Bondevik, è riuscita a riportare a Høyre alle scorse elezioni i consensi fuggiti nel primo decennio del secolo al Partito del Progresso. La collaborazione con una forza in precedenza esclusa da ogni ipotesi di governo a livello nazionale, non locale, per il suo estremismo sull’immigrazione è stata il coerente seguito alla strategia conservatrice di Erna Solberg. Il crollo del prezzo del petrolio ha però colpito duramente l’economia norvegese, così che la politica di tagli alle tasse perseguita dal Governo Blu-Blu, il più a destra di sempre, è diventata controversa visti i buchi di bilancio creati. Erna Solberg ha così preferito spostarsi su posizioni più centriste sulla politica fiscale, rinunciando a nuovi tagli di imposta, e promettendo un allargamento delle prestazioni sanitarie gratuite. La moderazione del Governo Solberg ha spinto il leader laburista Jonas Gahr Støre ad accentuare la cautela fiscale del suo programma, in cui si propone di ridurre spese e cancellare tagli di tasse per ridurre il disavanzo. Støre contesta diverse riforme adottate dai Blu-Blu, in particolare nella Pubblica amministrazione e nell’organizzazione degli enti locali, come il superamento delle storiche contee, e punta sulla sua diffusa popolarità. Proveniente da una famiglia molto benestante, il candidato premier dei Laburisti è il politico più ricco di Norvegia, con un patrimonio personale milionario, e un profilo particolarmente autorevole, vista la sua lunga esperienza di ministro degli Esteri prima e poi della Sanità nel Governo Stoltenberg.

Elezioni Norvegia 2017
L’aula dello Stortinget, il Parlamento norvegese, screenshot da Facebook

LEGGI ANCHE > ELEZIONI REPUBBLICA CECA 2017, ANO DI ANDREJ BABIŠ IN TESTA GRAZIE ALLA LOTTA AI MIGRANTI E AI POLITICI CORROTTI

ELEZIONI NORVEGIA 2017, COME FUNZIONA LA LEGGE ELETTORALE

Lo Stortinget, il Parlamento unicamerale della Norvegia, è composto da 169 membri che sono eletti ogni quattro anni nelle prime domeniche di settembre degli anni dispari. La Costituzione non prevede la possibilità di elezioni anticipate, negando al Re, il capo dello Stato, oppure al primo ministro la possibilità di sciogliere la legislatura. Il sistema elettorale norvegese, come tipico dell’Europa settentrionale, mira a fornire una rappresentanza perfettamente proporzionale del voto. Il territorio norvegese è suddiviso in 19 circoscrizioni , che corrispondono alle contee e alla città di Oslo. I seggi non sono assegnati in base alla sola popolazione, visto che conta anche la dimensione geografica. Una scelta per rendere più rappresentate le aree rurali scarsamente popolate all’interno dello Stortinget. 150 seggi sono distribuiti attraverso la ripartizione proporzionale, con metodo Sainte-Laguë per il calcolo, nelle 19 circoscrizioni: non esiste una soglia di sbarramento. Gli altri 19 seggi sono invece distruibiti come seggi compensativi alle forze che sono state penalizzate nella rappresentanza non perfettamente proporzionale del voto. Per accere ai seggi compensativi però un partito deve superare la soglia di sbarramento del 4%. I candidati nelle 19 circoscrizioni sono eletti in base all’ordine di liste, anche se la selezione dei membri dello Stortinget può essere alterata dai votanti per coloro i quali collezionano il maggior numero di indicazioni personali. Un sistema misto tra preferenza e lista bloccato che ricorda i metodi utilizzati in altri Paesi dell’Europa settentrionale, come Svezia o Paesi Bassi. Il Governo non ha bisogno di ottenere la fiducia per entrare in carica, ma non può proseguire la sua attività senza il controllo di una maggioranza parlamentare. In Norvegia è comune la formazione di esecutivi di minoranza, che ottengono voto favorevole oppure astensione dai partiti che stanno all’opposizione ma tollerano il Governo, come successo durante l’ultima legislatura.