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Il trapianto di organi dai maiali all’uomo ora è più vicino. Grazie al dna modificato

Il trapianto di organi dai maiali all’uomo ora è più vicino. È quanto emerge da uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Science, realizzato da un gruppo di ricercatori internazionali di America, Cina e Danimarca e coordinato dall’azienda biotech eGenesis di Cambridge. Grazie alla tecnica del ‘taglia-incolla’ del Dna, denominata Crispr-Cas9,  sono stati creati suini privi di malattie che potrebbero contagiare gli umani dopo il trapianto di un organo dall’animale.

TRAPIANTO DI ORGANI DA MAIALI A UOMO, PER ALCUNI POSSIBILE «ENTRO DUE ANNI»

I maiali, per dimensioni e funzionalità degli organi interni, sono considerati gli animali con maggiori similitudini con l’uomo. La modificazione effettuata riguarda alcune sequenze delle basi del Dna, adenina, citosina,  guanina e timina. La svolta consiste nell’aver ottenuto dai maiali vivi un risultato (l’eliminazione dei retrovirus endogeni porcini) che finora era stato ottenuto solo su cellule coltivati in provetta. I retrovirus endogeni porcini sono virus scoperti 20 anni fa, integrati nel genoma dei suini e che possono inaspettatamente essere rilasciati causando infezioni per l’uomo in caso di trapianto. Sono capaci di propagarsi anche ad altre cellule umane mai entrare in contatto con quelle animali. Dopo averli disinnescati grazie alla tecnologia Crispr-Cas9 del ‘taglia-incolla’ si sono aperte nuove probabilità.

 

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George Chruch del gruppo di Harvard che ha parteicpato allo studio sostene che ilprimo trapianto da maiali all’uomo sarà possibile entro due anni. Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti del ministero della Salute, come riporta Repubblica, è più cauto. «Aver eliminato un problema – dice – non significa aver eliminato anche l’altro. È presto per mettersi a fare previsioni, anche se si tratta di un passo sostanziale».

(Foto da archivio Ansa)