Ester Azzuffi
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Ester Azzuffi querelata dalla famiglia del suo vecchio ginecologo

«C’è poco da spiegare, il ginecologo qualcosa ha fatto. Non mi sono mai accompagnata con Guerinoni. Qualcosa è successo durante le visite», Ester Azzuffi, la mamma di Massimo Bossetti l’ha ripetuto in più occasioni. Lei nega di avere tradito il marito con Giuseppe Guarinoni. Eppure è proprio grazie al dna del defunto autista di Gorno che gli inquirenti sono riusciti a risalire prima a lei e poi a Massimo Bossetti, ignoto 1, condannato pochi giorni fa in secondo grado per l’omicidio di Yara Gambirasio.

Come abbia fatto il ginecologo a fare in modo che lei concepisse dei figli con Guarinoni resta un mistero, soprattutto perché nel 1970, quando Massimo Bossetti e la sorella gemella Laura Letizia sono stati concepiti, l’inseminazione artificiale non esisteva ancora.

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ESTER AZZUFFI E LA STRANA TEORIA DELL’INSEMINAZIONE ARTIFICIALE

La tesi sostenuta da Ester Azzuffi è così strampalata, che non è nemmeno arrivata nelle aule di tribunale per il processo di appello. Il problema è subentrato quando la mamma di Bossetti ha fatto uscire il nome del ginecologo da cui era in cura, nel corso della puntata di Quarto Grado (Rete 4) lo scorso 23 giugno, come riferisce il Corriere della Sera.

Secondo la vedova e le due figlie del dottore, scomparso nel 2004, si è lasciato intendere che fosse l’autore del trattamento. Hanno querelato, perché «turbate e indignate per l’offesa alla memoria» del loro caro. La denuncia, redatta per loro dall’avvocato Roberto Bruni, è stata depositata nei giorni scorsi. È nei confronti di Ester Arzuffi, ritenuta la fonte, e del giornalista Giangavino Sulas (cercato al telefono, non è stato rintracciato). La tesi viene definita «stravagante» e la notizia «smaccatamente falsa». L’inseminazione artificiale non esisteva nel 1970 e il medico chiamato in causa non aveva ancora uno studio privato e non si era ancora specializzato in ostetricia e ginecologia. Le figlie del medico avrebbero ritenuto le parole di Arzuffi “gravemente lesive della reputazione” perché suonano come accuse di “gravissime violazioni dei doveri deontologici”. “Non ne sappiamo nulla, attenderemo l’esito — ha commentato l’avvocato Benedetto Maria Bonomo —. Intanto posso dire che la signora Arzuffi non ha mai fatto il nome del ginecologo, reso invece da un consulente che è stato immediatamente revocato”.

Foto copertina: ANSA/VENEZIA