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Olio di palma, i produttori diffidano la Regione Marche che lo ha bandito dalle mense universitarie

L’Unione Italiana Olio di Palma Sostenibile ha inviato una diffida alla Regione Marche, per chiedere di cancellare un emendamento del piano per il diritto allo studio 2017/2019 in cui si stabiliva la necessità di distribuire nelle mense universitarie prodotti di elevata qualità, anche cercando di «prediligere prodotti non contenenti olio di palma».

L’emendamento approvato era stato proposto dal consigliere del Movimento 5 Stelle Giovanni Maggi. Fa sapere della diffida dal suo blog il deputato grillino Mirko Busto, ingegnere ambientale e ricercatore nel campo della sostenibilità.

La diffida si basa sul fatto che l’emendamento, quindi, ritiene i prodotti contenenti olio di palma di bassa qualità. Una tesi, respinta dall’Unione Italiana Olio di Palma Sostenibile, che per chiedere l’annullamento della decisione del consiglio regionale cita il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in cui si legge:

OLIO DI PALMA, PER LA REGIONE MARCHE È INDICATORE DI BASSA QUALITÀ

«La letteratura scientifica non riporta l’esistenza di componenti specifiche dell’olio di palma capaci di determinare effetti negativi sulla salute, ma riconduce questi ultimi al suo elevato contenuto di acidi grassi saturi rispetto ad altri grassi alimentari» Una lettura «tendenziosa», secondo Mirko Busto, che scrive:

Effetti negativi sulla salute, quindi, ce ne sono eccome e sono correlati all’eccesso di grassi saturi di questo olio tropicale. Ma non è tutto! Il 3 maggio dello scorso anno, pochi mesi dopo il parere dell’ISS, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha segnalato in un suo rapporto un pericolo, soprattutto per le fasce più giovani di popolazione, dovuto alla presenza di contaminanti cancerogeni e genotossici nell’olio di palma. Per l’Efsa l’olio di palma è, tra tutti i grassi vegetali, quello che contiene maggior numero di contaminanti di processo che si formano durante la fase di raffinazione industriale di questo grasso. Un esempio? Uno dei contaminanti, il 3-MCPD, è presente nell’olio di palma 70 volte di più rispetto che in quello di oliva!

MIRKO BUSTO: «LE MULTINAZIONALI NON POSSONO IMPORRE L’OLIO DI PALMA»

L’olio di palma è un grasso tropicale molto presente nei prodotti in commercio e «non è certo la prima volta che viene considerato un indicatore di bassa qualità», sottolinea Mirko Busto, ricordando come ci siano «fior di studi e ricerche che testimoniano la criticità di questo rapporto per la salute e per l’ambiente».

Il deputato grillino se la prende quindi con le multinazionali come Nestlè, Unilever o Ferrero – tutte tre membri dell’Unione Italiana Olio di Palma Sostenibile – «con i fatturati pari al PIL di uno stato si permettono di tentare di sottomettere ai propri interessi industriali la decisione politica di un consiglio regionale espressione della volontà popolare che, una volta tanto, tenta di difendere la salute da un possibile danno privilegiando i prodotti senza olio di palma».

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