gabriele rigotti
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Adele, morta a 16 anni per l’ecstasy. «Ci drogavamo, non eravamo mai stati male»

«Non era la prima volta che prendevamo mdma. Lo facevamo ogni tanto per sballarci nel fine settimana, ma non eravamo mai stati male». È una delle testimonianze (riportata dal Mattino di Napoli) rese il giorno dopo la morte di Adele, studentessa 16enne di Chiavari, in provincia di Genova, stroncata da un arresto cardiaco dopo aver assunto una pasticca di ecstasy, il nome comune dell’mdma. La giovane ha perso la vita nella notte tra venerdì e sabato dopo una serata di sballo con il suo fidanzato. È stato proprio lui, in forte stato di choc, a raccontare agli investigatori l’accaduto.

ADELE, RAGAZZA MORTA PER L’MDMA: DUE ARRESTI

Sergio Bernardino, 19 anni, ha tentato di salvare Adele chiamando il numero di emergenza 118. Dopo la tragedia ha ammesso l’utilizzo di droghe pesanti. È stato arrestato per spaccio aggravato e morte in conseguenza di altro reato. Insieme e a lui per la morte della 16enne è finito in manette anche un amico, Gabriele Rigotti, altro 19enne, presente sabato notte. Nella vicenda è poi coinvolto un minorenne, un presunto spacciatore di 17 anni, deferito al Tribunale dei minori e in stato di libertà, dopo una perquisizione in casa. Nella sua abitazione sono stati trovati tre grammi di mdma e una confezione di funghi allucinogeni che non sarebbero mai stati usati.

ADELE, RAGAZZA MORTA PER L’MDMA: LO SBALLO IN CASA PRIMA DI USCIRE

Adele stava trascorrendo la serata con Sergio, l’amico e un’altra ragazza minorenne. La prima parte della serata era stata trascorsa in casa, un’abitazione presa in affitto da Gabriele dove il gruppo si è sballato. Poi, dopo le 2, la decisione di uscire e andare in uno dei locali della movida genovese. Adele si è sentita male nei pressi della stazione ferroviaria di Brignole. Si è accasciata a terra e ha perso i sensi. Quando è arrivata in ospedale la ragazza era già in coma. È stato inutile ogni tentativo dei sanitari di rianimazione cardiopolmonare. «Non è possibile», avrebbe gridato il padre del corridoio prima di avere un malore. Saranno l’autopsia e gli esami tossicologici a chiarire sulle cause della morte della ragazza e sull’assunzione di sostanze.

 

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Adele viveva a Chiavari insieme al padre, operatore sociale in un centro di assistenza per disabili, e al fratello più grande, Edoardo, maggiorenne. La sua famiglia aveva già vissuto un dramma circa un anno fa. Adele e Edoardo avevano perso la mamma, infermiera, dopo una lunga malattia. Poco dopo la ragazza era stata bocciata a scuola e deciso di cambiare istituto.

(Immagine da profilo Facebook da Adele De Vincenzi)