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«Questa non è una scuola per disabili»

«Essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue, non è ottimale per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento,
quali: dislessia, discalculia, Adhs, Sindrome di Asperger, autismo e disturbi comportamentali». La norma, approvata dal consiglio scolastico dell’istituto milanese, fa discutere. La Scuola Svizzera di via Appiani, a due passi da Porta Nuova, è al centro di una piccola bufera. Del caso ne parla oggi Chiara Baldi su Repubblica:

Patologie che, come spiega Giovanni Merlo, direttore della Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha), «sono molto più diffuse di quanto si pensa»: in Italia soffre di disturbi dell’apprendimento il 3 per cento della popolazione, due milioni di persone. Trecentocinquantamila sono studenti.
«Non volevamo essere discriminatori, né escludere nessuno. Volevamo semplicemente avvertire i genitori interessati
che il percorso scolastico non è semplice, perché basato sull’insegnamento in più lingue», ribatte l’avvocato Luca Corabi De Marchi, presidente della Scuola Svizzera, istituto privato non parificato, il cui diploma di maturità è però «equiparato» a quello italiano, tanto da consentire l’accesso alle nostre università e a quelle del resto del mondo. Per Corabi De Marchi quello riportato nel regolamento è un «consiglio che si ispira alla cultura protestante da cui veniamo, in cui le cose si dicono chiare. Non vogliamo che si vada tutti avanti e poi, magari, qualcuno cade».
«La prima cosa che ci viene da dire – replica la Ledha – è che siamo di fronte a una scuola triste e “vecchia” che probabilmente rifiuterebbe l’iscrizione di grandi come Albert Einstein e Alan Turing. Quella della Scuola Svizzera è un’idea che denota una qualità pedagogica molto bassa, in cui vale il principio che ci si educa e istruisce solo tra simili».

(foto di repertorio ANSA-DPA)