maestra fascista
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Piemonte, caos su una maestra: «Ringrazio Dio ogni giorno per avermi fatto fascista»

«Ringrazio Dio ogni giorno per avermi fatto fascista». Per questo status su Facebook una maestra di Rivarossa, che insegnava in alcune scuole elementari del Cavanese, è stata segnalata alla Polizia Postale e all’Ufficio Scolastico regionale. A detta del Corriere il suo profilo Facebook è stato oscurato ma, con una breve search sulla piattaforma, a noi risulta ancora raggiungibile.

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La sua storia la racconta il Corriere della Sera:

Difficile ora rintracciare la maestra finita nel mirino. «Aveva un contratto a termine che ha concluso con la fine dell’anno scolastico- spiega a direttanews.it Federico Morgando, ex presidente dell’Anpi di Castellamonte e dirigente scolastico dell’istituto dove la maestra ha insegnato – Nel corso dell’anno appena concluso nessun collega e tanto meno genitori sono entrati nel mio ufficio a lamentarsi dei comportamenti e delle lezioni della maestra perciò come insegnante non ho nulla da imputarle…». Ma i contenuti del suo profilo, almeno stando ai racconti dei giornali locali che li hanno raccolti nei giorni scorsi, erano inequivocabili: la maestra si vantava delle sue idee politiche. Una delle immagini pubblicate, ad esempio, riportava il volto di Mussolini e una scritta ambigua: «Quando ti rendi conto di andare contro tutto e tutti…capisci di essere dalla parte giusta». «Un’aberrazione»- commenta il sindaco di Rivarossa, Vinicio Milani. «Castellamonte, città decorata con la medaglia d’argento alla Resistenza, nelle sue aule scolastiche meritava frequentazioni migliori- tuona il Pd locale parlando di apologia del fascismo- Rivolgiamo un appello al mondo della scuola e a tutte le forze democratiche affinché facciano sentire la propria voce». Anche Pettorruso, in realtà, ha provato a far sentire la sua: prima con un’intervista alla Voce, in cui sosteneva che non c’era niente di cui scandalizzarsi, e poi con un nuovo post su Facebook in cui difendeva le sue posizioni.

L’insegnate aveva spiegato a Repubblica come la sua posizione non fosse fascista: si trattava di un esperimento sociale.

“La mia era una ricerca sociologica, una provocazione che evidentemente ha avuto i suoi effetti – spiega – Ho voluto interrogare gli utenti di Facebook su un periodo storico su cui è calato il silenzio e di cui sembra vietato parlare. Credo che nascondere la storia sia sempre sbagliato”. L’insegnante, che da 18 anni è precaria, parla di “strumentalizzazione dei suoi post”: “Ho pubblicato delle immagini e delle frasi che non necessariamente condivido e sono finita nella bufera. Quando tornerò a scuola parlerò ai miei bambini dei rischi del web. Anche questo era uno dei miei obiettivi con questo esperimento”.

Nessuna affinità politica, dunque?

” Lo ripeto. Non sono fascista. Non sono di destra e nemmeno di sinistra o di centro ma ritengo che la politica di oggi sia tutta spazzatura e nessuno di preoccupa davvero degli italiani”.

in copertina foto ANSA/Dpa