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Napoli, in piazza il corso di coltivazione della cannabis | VIDEO

Dopo Roma (piazza Montecitorio) e Firenze (piazza Santo Spirito) giovedì pomeriggio ha fatto tappa a Napoli la campagna ‘Cannabis Social Club’ promossa da Radicali Italiani in favore della legalizzazione della marijuana. In piazza Bellini, come nelle altre città, si è tenuto un corso di coltivazione (di autocoltivazione in realtà) della cannabis con tanto di vendita di semi (a 10 euro l’uno). All’iniziativa erano presenti, Antonella Soldo, presidente di Radicali Italiani, Luca Marola, autore di ‘Autofiorenti – Il primo manuale di coltivazione’, Raffaele Minieri e Sarah Meraviglia di Radicali Italiani, Massimiliano Avino, team leader di Stand Up for Europe Napoli e Michele Pernetti del Comitato Ventotene.

 

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CORSO DI COLTIVAZIONE CANNABIS, RADICALI ITALIANI: «NELLE PIAZZE PORTIAMO IL TEMA DELLA LEGALIZZAZIONE»

«Cerchiamo di mantenere alto il dibattito su uno dei temi più acuto, socialmente parlando, nel nostro Paese», ha dichiarato Soldo. «Alcuni giorni fa – ha poi proseguito ricordando l’importanza della legge ‘cannabis legale’ promossa da oltre 200 parlamentari e ferma in Parlamento – la Camera dei deputati, le Commissioni congiunte Giustizia e Affari Sociali, ha discusso se riprendere il dibattito in Aula e quale testo mandare. Dopo un lungo periodo di stallo, dal 25 luglio 2016, primo e unico giorno nella storia del Parlamento italiano in cui è stato discusso un testo sulla legalizzazione della cannabis, nulla è stato fatto. Quel testo è stato rimandato dalle forze proibizioniste presenti in maniera massiccia nel Parlamento in Commissione. E da lì sembra non poter venir fuori, se non con un compromesso al ribasso, che sfiora irresponsabilità e ipocrisia. Il Pd vuole trattare solo di cannabis terapeutica, che però è legge dal 2007. Oggi i pazienti italiani non riescono ad ottenere la cannabis per una legge che è in vigore da dieci anni. Basterebbe applicarla». «Con questa iniziativa – ha continuato la presidente di Radicali Italiani – cerchiamo di portare nelle piazze italiane, anche quelle di spaccio, il tema della legalizzazione della cannabis. L’autocoltivazione per uso personale è il minimo sindacale che possiamo chiedere. Dal 1993 consumare cannabis non è un reato penale ma coltivare la cannabis sì. Detenere il semino che diamo insieme alla tessera (finora ne sono stati venduti circa 800) non è reato ma se lo mettiamo nella terra rischiamo da 2 a 6 anni di carcere e 75mila euro di multa. Lo Stato affida così il monopolio alle mafie».

CORSO DI COLTIVAZIONE CANNABIS, RADICALI ITALIANI: «DALLA LEGALIZZAZIONE QUASI 4 MILIARDI DI ENTRATE PER LO STATO»

Ma i Radicali Italiani, oltre all’enorme business di piccola e grande criminalità evidenziano anche il dato dell’alto tasso di detenuti finiti nelle carceri italiane per spaccio di cannabis, il carico di lavoro per i tribunali, gli eventuali vantaggi economici di una legalizzazione. Meraviglia ha citato uno studio recente, di giugno 2017, dal quale è emerso che dalla regolamentazione della cannabis «considerando una tassazione simile a quella del tabacco, consumi costanti, e senza considerare esportazioni ed eventuale turismo della cannabis, si ricaverebbero 3 miliardi di imposte sulle vendite, tra 200 e i 300 milioni di imposte sul reddito e 600 milioni di diminuzione della spesa pubblica sulla sicurezza. Complessivamente quasi 4 miliardi».

«Insegnare a coltivare la cannabis – ci ha detto infine Marola, il docente – è il modo per me più consono per aiutare le persone i consumatori che non hanno intenzione di delinquere di avere gli strumenti utili per liberarsi dalla necessità di acquistare marijuana o hashish dalla criminalità, dalle mafie. Dando le informazioni su come coltivare anche in casa una pianta di marijuana liberiamo delle persone dalla necessità di delinquere, cosa che dovrebbe fare lo Stato». E ancora, sulla eventuale legalizzazione: «Con una legge che regolamenta la detenzione, la produzione, il consumo e il commercio di cannabis, coltivare una piantina è come bersi una birra o comprarsi una bottiglia di rum».

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