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La due giorni terribile di Eataly: dalla protesta degli animalisti al bilancio in rosso | VIDEO

Una due giorni che il numero uno di Eataly, Oscar Farinetti  difficilmente dimenticherà. La sua società ha appena chiuso il bilancio del 2016 con un buco nei ricavi di 32 milioni di euro e una conseguente perdita netta di 11 milioni. Lo scorso 11 luglio, invece, gli animalisti di Iene Vegane sono andati all’assalto dello store Eataly Smeraldo di Milano, con un blitz all’interno e all’esterno del negozio.

La contrazione dei bilanci di Eataly è dovuta soprattutto alla fine dell’effetto Expo 2015, a una crescita dei costi per il personale e alla presenza sul mercato di concorrenza che, seguendo il modello tracciato da Oscar Farinetti, stanno puntando sempre di più sull’enogastronomia made in Italy e sui prodotti di qualità.

Una brutta notizia per la società che arriva all’indomani del blitz degli animalisti a Milano. Con tanto di cartelli («Farinetti, di uccidere i maiali quando smetti?»), Iene Vegane ha fatto un vero e proprio sit-in all’interno e all’esterno dello store. L’associazione contesta la scelta di Farinetti di aver trasformato uno storico teatro milanese – sede di concerti di Bob Dylan e di Ray Charles – in un negozio di prodotti alimentari.

Inoltre, gli attivisti chiedono che si ponga un freno all’attività di sfruttamento degli animali: «Chiediamo a Farinetti – si legge in una nota -, che si autocompiace di essere un imprenditore illuminato e peraltro insignito nel 2012 di un premio per l’alimentazione per aver dimostrato di saper coniugare attività imprenditoriale ed attenzione verso l’ambiente ed il sociale, di dimostrare la sua sensibilità ambientale promuovendo i cibi di origine 100% vegetale a favore di quelli di origine animale, che impattano gravemente sull’ambiente e sulla salute dei consumatori».