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Max Biaggi: «La moto? Ora non ci penso proprio. Giocherò a golf»

«Appena mi sono ripreso, il primario della rianimazione, Claudio Ajmone Cat, mi ha spiegato la gravità del trauma e mi ha detto che con questo tipo di trauma toracico maggiore sopravvive solo il 20 per cento dei pazienti. Lì, lo confesso, me la sono fatta addosso dalla paura». Max Biaggi tre settimane dopo il terribile incidente sulla pista del Sagittario a Latina racconta la brutta esperienza vissuta e il forte amore per la fidanzata, la cantante Bianca Atzei, e la famiglia. In un’intervista rilasciata ad Alessandro Pasini per il Corriere della Sera il 46enne campione di motociclismo ha messo in fila i ricordi del giorno della caduta che gli ha causato un grave trauma toracico e ha parlato della vicinanza dimostratagli da colleghi e amici.

 

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MAX BIAGGI: «DICONO CHE SONO RIMASTO COSCIENTE, MA NON È COSÌ»

«Questa volta Dio lassù non mi ha voluto», dice. Sulle sue condizioni dopo la caduta e sull’arrivo in ospedale ricorda: «Molti hanno detto che sono sempre rimasto cosciente, ma non è così, probabilmente ho anche picchiato la testa. Per i primi tre giorni, anche a causa di tutta la morfina che mi davano, ero totalmente rintronato: Bianca mi ha raccontato che dicevo certe fesserie disumane…». «All’inizio ricordo che non respiravo e credevo fosse colpa del casco, invece era lo schiacciamento delle costole. La cosa buona è stata che con l’elicottero mi hanno portato al San Camillo, che ho scoperto poi essere un’eccellenza nel settore. Una gran fortuna».

MAX BIAGGI: «CONTINUARE A CORRERE IN MOTO? DIREI DI NO»

Ma Biaggi ritiene una gran fortuna anche avere al fianco una ragazza come Bianca Atzei. «Noi non ci stacchiamo mai già nella vita di tutti i giorni. Avevo e ho un gran bisogno di lei. È il mio angelo custode, la persona che amo più di tutte al mondo». Il campione ha anche parlato di futuro, degli impegni che verranno:

Ha detto che ora non deve più dimostrare niente a nessuno: pensava anche a se stesso?

 

«Certo. Ma il mio carattere mi porta sempre a spostare l’asticella. Si ricorda? Avevo vinto il Mondiale Superbike a 41 anni, ed era già un’impresa. Però dopo tre anni di inattività ho voluto vedere se ero capace di fare un podio e ce l’ho fatta. Lì però sono stato intelligente e mi sono fermato…».

 

Adesso continuerà a correre?

 

«Al momento direi di no. Alla moto non penso proprio, non mi pare saggio. O, se ci penso, lo faccio in un altro modo».

 

Quale?

 

«Vorrò lavorare coi giovani e insegnare loro che non basta il talento, ma serve lavorare su tanti altri aspetti, la testa anzitutto».

 

E intanto magari si sceglierà un altro sport? Da ragazzino era un gran calciatore…

 

«Mi hanno suggerito il golf. Una buona idea, sperando di non farmi male anche lì…».

(Foto: ANSA / EMANUELA DE CRESCENZO)

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