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Il Tempo se la prende coi Rom ma sono i romani a non fare la differenziata

Oggi Il Tempo esordisce con i rom che, frugando nei cassonetti, costano 2 milioni di euro l’anno. Tutto parte dal consigliere capitolino Francesco Figliomeni di Fratelli d’Italia, che ha fatto un esposto alla Corte dei Conti sulla grave situazione. Settemila euro al giorno, ovvero 2 milioni di euro l’anno: tanto costano i 30 mila interventi straordinari dell’Ama per ripulire le strade dallo spargimento di rifiuti.

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Ma è davvero colpa solo dei rom? Non è ben chiaro se l’esposto presentato cita tutte le tipologie di intervento. Anche perché tra gli interventi straordinari dell’Ama rientrano le pulizie dopo un forte temporale, non solo quindi cassonetti trasbordanti con centinaia di segnalazioni all’Ama.
E perché i cassonetti sono pieni? Qualche dato lo ha dato Repubblica nei giorni scorsi. Non si tratta di cifre ufficiali, ma la raccolta differenziata della capitale ha subito un vero tracollo negli ultimi due mesi, quelli dell’emergenza di aprile e maggio. Gli addetti ai lavori stimano un -1%, in regressione. Questo perché l’emergenza rifiuti ha richiesto ulteriori interventi straordinari.

La rimozione della spazzatura in strada invece avviene con una modalità assolutamente mortificante per il cittadino virtuoso che a casa si impegna a separare i rifiuti: gli operatori infatti sollevano da terra i sacchetti e li lanciano nel furgonicino. È così che si mischia tutto, alla faccia della differenziata. E i quantitativi di spazzatura soggetti a quest’operazione nelle ultime settimane sono stati immensi. Basti pensare che nei giorni dell’emergenza i rifiuti indifferenziati raccolti dall’Ama sono arrivati a superare le 3.700 tonnellate in un giorno, 1.000 tonnellate in più rispetto alla media consueta. Operazioni che hanno fatto regredire i risultati della differenziata raggiunti da gennaio a marzo 2017, quando la percentuale aveva toccato il 44,2%. Intanto, dopo la decisione del Colari di ridurre i quantitativi di indifferenziato lavorati nei due tmb di Malagrotta, un’altra grana si è aggiunta per il sistema già fragilissimo dei rifiuti romani. La Mad srl proprietaria della discarica di Roccasecca in provincia di Frosinone, dove vengono portati parte dei rifiuti di Roma dopo il trattamento negli impianti, ha comunicato ad Ama che non accetterà più i suoi scarti fino a che non si pronuncerà la Corte di Cassazione.

Il capogruppo capitolino Pd Dario Nanni ha denunciato «la gestione disastrosa dei rifiuti» in VI municipio, Torre Angela, Torre Spaccata, Tor Vergata. Non si fa differenziata, i rifiuti si accumulano, i cassonetti sono colmi e … indovinate un po’? Alla fine interviene Ama. «Raccolta differenziata che non viene effettuata anche per un’intera settimana, cumuli di rifiuti che raggiungono livelli record, che in diversi casi arrivano ad invadere la sede stradale e quindi a restringerla. A questo si vanno ad aggiungere i continui roghi tossici in diverse zone del territorio e gli odori nauseabondi provenienti da Rocca Cencia».

TAG: Ama, Il Tempo, Rom