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E i nudisti vanno alla battaglia per la legalizzazione

I nudisti vanno alla battaglia per una legge per il diritto al nudo. E lo fanno con una settimana di mobilitazione (il loro appuntamento annuale) e con la richiesta al Parlamento di prendere in esame proposte di legge, come quella presentata a marzo 2014 dal deputato Luigi Lacquaniti, eletto nelle liste di Sel e attualmente iscritto al gruppo misto. Ieri ne ha parlato il quotidiano Italia Oggi in un articolo a firma di Carlo Valentini.

 

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NUDISTI E FESTIVAL DEL NATURISMO

Sulla costa romagnola, a Lido di Ravenna dal 25 al 28 maggio si tiene la quarta edizione del Festival del Naturismo, evento che fa incontrare tutto il mondo nudo-naturista italiano: dalle associazioni, ai gruppi indipendenti e chiunque segua il particolare stile di vita. Una «grande festa in riva al mare – fanno sapere gli organizzatori – con danze e balli, musica, teatro e arte», ma anche «giochi in spiaggia, escursioni, benessere, cultura naturista». L’evento, annuale e itinerante, organizzato stavolta dall’Aner (Associazione naturista emiliano-romagnola) con il patrocinio del Comune di Ravenna, prende il titolo stavolta di «Un altro corpo è possibile» e con lo scopo originario di «promuovere il naturismo e i suoi valori positivi presso il grande pubblico e le istituzioni, in tutte le sue espressioni».

Già, le istituzioni. Il Festival naturista sarà anche occasione per reclamare la legalizzazione, ovvero il riconoscimento della pratica del naturismo in Italia (anche come opportunità di crescita del turismo).

NUDISTI E DIRITTO AL NUDO

La proposta di Lacquaniti, sottoscritta da 22 onorevoli, chiede di considerare la nudità naturista nel nostro Paese «perfettamente legale quando è praticata nei luoghi pubblici dove esiste il carattere di abitualità di frequentazione da parte di nudisti o di naturisti». Nello specifico, si chiede di non considerare più la nudità integrale in pubblico, se attuata in luogo abitualmente frequentato da nudisti o da naturisti, riconducibile agli articoli del codice penale su ‘atti contrari alla pubblica decenza’ e ‘atti osceni’. E si chiede, altresì, la realizzazione di aree destinate alla pratica.

Secondo i naturisti l’assenza di un riconoscimento si verifica anche uno spreco di risorse pubbliche per la repressione di un fenomeno che, al contrario, potrebbe rendere maggiormente competitiva l’offerta turistica. La proposta di legge spiega che le famiglie con bambini che intendono praticare il naturismo il più delle volte sono costrette a rivolgersi all’estero (anche per l’assenza di di spazi loro dedicati come spiagge marine, lacustri, fluviali, boschi e altri ambienti naturali).

Al quotidiano Italia Oggi Lacquaniti ha affermato: «Il reato di ‘atti contrari alla pubblica decenza’, usato in passato contro i naturisti, nel gennaio 2016 è stato trasformato in illecito amministrativo. Ma le ammende sono aumentate di 20 volte. Infatti le pene pecuniarie, che prima andavano da 258 a 2.582 euro, sono salite da 5 mila a 10 mila euro. Perciò ho presentato un’interrogazione al ministro Andrea Orlando il quale mi ha risposto annunciando l’emanazione di decreti correttivi. Quindi ha sostanzialmente riconosciuto le ragioni dei naturisti. Si tratta di un importante passo avanti verso lo sdoganamento del nudismo, che se la mia legge verrà approvata sarà finalmente regolamentato».

(Foto da archivio Ansa)

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