Ecco chi intercetta le telefonate dei politici: società poco limpide, evasori fiscali e pregiudicati

intercettazioni telefoniche

Manca una normativa rigorosa sul tema e un albo che possa specificare i requisiti di accesso delle aziende che svolgono questo servizio per conto delle procure

Il tema delle intercettazioni telefoniche è tornato a essere di stretta attualità. Ma la loro gestione, per conto delle procure italiane, lascerebbe più di qualche dubbio. Come viene riportato dal Corriere della Sera, infatti, la maggior parte delle registrazioni viene effettuata da società private che mettono a disposizione server e apparecchiature. I cui trascorsi, però, sono tutt’altro che chiari.

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Queste società, molto spesso, sono controllate da fiduciarie che mascherano la loro reale proprietà, oppure presentano nella rosa degli amministratori e degli impiegati persone con precedenti penali. Infine, ci sono alcune aziende che hanno debiti di centinaia di migliaia di euro con il fisco perché non versano i contributi o non pagano le tasse.

Una vera e propria ecatombe, insomma, in un settore dove la chiarezza e la limpidezza – proprio in virtù del delicato ruolo che si va a svolgere – dovrebbero essere dei requisiti fondamentali. Le anomalie sarebbero state registrate da un’indagine della Guardia di Finanza su richiesta della Procura di Milano che, nel novembre del 2015, concentrò la sua attenzione sul caso in seguito ad anomalie nella gestione di dati derivanti da intercettazioni telefoniche.

I PROBLEMI DELLE AZIENDE CHE GESTISCONO LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE

Tra aziende che fanno capo a sigle del Lussemburgo, quelle che spariscono e poi riappaiono (rilevate da nuovi gruppi di affari), quelle che fatturano tantissimo ma hanno un solo dipendente e quelle che hanno un debito con il Fisco di 2 milioni di euro, insomma, il mondo delle società private che gestiscono le intercettazioni sembra essere per gran parte sommerso.

Per non parlare delle accuse che, in diversi casi, vanno a colpire amministratori e dipendenti di queste stesse società: si va dal falso ideologico, al furto, alla bancarotta, alla truffa ai danni dello Stato, alla emissione di fatture false (proprio ai danni delle Procure, tra l’altro), al consumo di droga, all’abuso di dati. Insomma, ce n’è davvero per ogni gusto. Il tutto a causa di una normativa lacunosa su queste società e sull’assenza di un albo che possa specificare i requisiti di accesso delle varie aziende. E che oggi, alla luce dei recenti fatti di cronaca giudiziaria, sembra quantomai urgente.

(FOTO: ARCHIVIO/ANSA)

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