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Il ministro Delrio: «Sì, ho chiesto aiuto per Banca Etruria»

Dopo una rivelazione della Stampa di ieri, Graziano Delrio ammette di essersi attivato ai tempi in cui era sottosegretario alla presidenza del Consiglio in favore di Banca Etruria, di aver cercato contatti per il salvataggio dell’istituto di credito. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in un intervista al quotidiano di Torino afferma: «Sono io l’autore della telefonata alla Popolare dell’Emilia Romagna».

 

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IL MINISTRO DELRIO E LA TELEFONATA PER BANCA ETRURIA

«Non ho nulla da nascondere. Mi sono occupato – dice – di Banca Etruria come mi sono occupato di Ilva, di Alitalia e tante altre crisi che rischiavano di avere impatti occupazionali, industriali o, come nel caso di Etruria, per i risparmiatori». La vicenda risale alle settimane a cavallo tra 2014 e 2015. Delrio telefonò a Ettore Caselli, allora presidente della Bper, che ha sede a Modena, per chiedere informazioni sulla possibile acquisizione di Etruria:

«Sono certamente uno di quelli che aveva sul tavolo tutte le crisi aziendali. Il mio ruolo all’epoca, come sottosegretario alla presidenza del consiglio, era quello di accompagnare i ministri competenti nella gestione di queste crisi. In questa veste, ho chiamato Caselli e ho chiesto informazioni sulle intenzioni di Bper per Etruria. La risposta fu che era stata esaminata ma Bper aveva deciso di non andare avanti. Tutto qua. Per questo credo di essere io quello al quale si fa riferimento nell’articolo di ieri. Io certamente la telefonata l’ho fatta anche se è possibile che anche altri nel governo se ne siano interessati».

 

No, le confermo che è proprio lei quello del quale parla l’articolo. Rientrava nella sua attività istituzionale? Non ci fu nessuna pressione?

 

«Nessuna pressione, come del resto le ha già detto Caselli, ma una semplice richiesta d’informazioni. Come ho già spiegato il sottosegretario alla presidenza ha un ruolo di accompagnamento dei ministri competenti. Ho fatto quella telefonata come ne ho fatte tante altri per altri casi di crisi».

Per quanto riguarda la collega Maria Elena Boschi e il conflitto di interessi daato dalla presenza del padre nel consiglio di Etruria, Delrio dice:

«Lo ripeto ancora una volta: mi sono occupato del problema con i ministri competenti e la Boschi non era tra i ministri competenti. Per quanto mi riguarda, non mi vergogno di essermi occupato di questa vicenda come non mi vergogno di essermi occupato di tutte le altre crisi che ho esaminato in quel periodo».

(Foto: ANSA / GIUSEPPE LAMI)