carne rossa
|

Carne rossa e malattie: dagli Usa arriva il nuovo studio

È tempo di cambiare abitudine per gli amanti degli hamburger ed i motivi sono legati strettamente allo stato di salute. Di fatto sono state individuate altre patologie croniche legate all’assunzione carne rossa e derivati: tumori, malattie cardiache e respiratorie, ictus, diabete, infezioni, demenza di Alzheimer, patologie renali ed epatiche croniche. A decretarlo è stato lo studio condotto attraverso criteri giudicati più che affidabili dal board del British Medical Journal.

I DATI DEL BRITISH MEDICAL JOURNAL SULLE PATOLOGIE LEGATE ALLA CARNE ROSSA

I ricercatori dei National Cancer Institute di Bethesda hanno eseguito attente indagini su un campione di popolazione di età avanzata appartamenti all’associazione dei pensionati (American Association of Retired Persons) in sei stati e due grandi aree metropolitane degli Stati Uniti, i quali hanno analizzato gli stessi per sedici anni fino al 2016. Lo studio ha previsto la suddivisione in cinque fasce dei possibili consumi di carne utilizzando come parametro il rapporto grammi su calorie. Il grafico dei risultati ottenuti mostra l’aumento il numero dei decessi e patologie correlate al consumo di carne. Ad esempio per i tumori è stato rilevato che, se per coloro che mangiano un grammo di carne ogni mille calorie vengono riscontrati 7.869 individui con malattie legate al consumo di carne rossa, per i restanti gruppi c’è molta preoccupazione: basti pensare che per l’ultima fascia (chi assume cinque grammi di carne su mille calorie) ben 10.275 persone sono state colpite dal fibroma. La colpa sembra essere ricondotta in parte al ferro eme, tipico della carne rossa, ed ai nitriti e nitrati degli insaccati, aggiunti agli altri fattori quali i carcinogeni che si formano nella cottura, alcuni additivi, i contaminanti nei cibi dati agli animali e il fatto che se si mangia più carne e meno vegetali freschi. Per questo gli autori dello studio fanno notare che l’uomo moderno mangia un quantitativo di carne che è circa dieci volte quello dei primi esseri umani, assumendo moltissime proteine animali.

(in copertina foto ANSA-ZUMAPRESS. Cris Faga via ZUMA Wire)