Di Maio Harvard
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Lo studente di Harvard zittito per la domanda a Di Maio sul M5S fascista |VIDEO

Luigi Di Maio è stato attaccato da uno studente per le bugie raccontate sul Movimento 5 Stelle. Il giovane, che ha preso la parola verso la fine del confronto del vicepresidente della Camera presso l’università di Harvard, ha iniziato la sua questione chiedendo, in forma retorica, dove stesse il M5S in relazione alla crescita dei nuovi fascismi nell’Europa. Lo studente è stato zittito da un docente moderatore del dibattito con Di Maio, quando ha chiesto se il M5S potesse essere definito fascista. Il microfono gli è stato tolto perché secondo il moderatore non stava ponendo una questione a Di Maio, bensì volesse condurre uno scambio politico. L’episodio è stato rimarcato dal giornalista Marco Zonetti sul suo profilo Facebook, che ne ha realizzato una clip.

A “HARVARD”, STUDENTE DENUNCIA LE OPACITA’ DEL M5S E VIENE ZITTITO E PRIVATO DEL MICROFONO
Durante la “conferenza” di Luigi di Maio a “Harvard”, un eroico studente cui va tutta la nostra stima chiede la parola e inizia a sfatare il mito del m5s, sottolineando che è un movimento simile al fascismo, che si fonda su fake news, che in Italia negli ultimi 5 anni non si è visto NULLA di quanto elencato da Di Maio durante la sua “lettura” in inglese stentato, e che, insomma, la situazione è ben diversa e molto più pericolosa da come l’ha infiorettata il vicepresidente della Camera. Lo studente viene privato del microfono in breve tempo e zittito.
Notare tra il pubblico a destra, Vincenzo Spadafora (ex garante dell’Infanzia ed ex presidente Unicef), ora ombra di Di Maio, suo responsabile per le relazioni istituzionali.
Per la cronaca, neanche Spadafora è laureato.

Lo studente a cui è stato tolto il microfono aveva rimarcato come il M5S si basasse su teorie anti scientifiche, complottiste, e si opponesse al libero mercato. Luigi Di Maio non ha replicato alla domanda provocatoria che gli era stata posta. Un altro studente, italiano, che si è presentato come un iscritto al PD, gli ha posto una questione sul carattere elitario, poco partecipato, della democrazia diretta del M5S, e il vicepresidente della Camera ha risposto solo a lui.