monete parallele
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Dal Sardex al Valdex, in 11 Regioni ci sono monete parallele

Dal Sardex in Sardegna al Valdex in Valle d’Aosta. Passando per il Circuitolinx in Lombardia e il Tibex nel Lazio. E poi ancora: il Venetex in Veneto, il Piemex in Piemonte, il Liberex in Emilia-Romagna, il Marchex nelle Marche, l’Abrex in Abruzzo, l’Umbrex in Umbria, il Samex in Molise e il Felix in Campania. Sono le monete parallele presenti in 11 Regioni italiane, valute alternative che finiscono nelle tasche di un numero sempre maggiore di persone e che ora puntano anche a circolare all’estero, in Francia e Spagna.

 

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MONETE PARALLELE IN 11 REGIONI

Ne parla oggi il quotidiano La Stampa in un articolo firmato da Paolo Baroni. Si tratta di «circuiti di credito commerciale» che favoriscono le relazioni tra operatori economici in un territorio. La prima moneta parallela, il Sardex, nacque 7 anni fa, nella provincia del Medio Campidano. L’ultima, il Valdex, in Valle d’Aosta, è stata annunciata pochi mesi fa e circola da qualche settimana. Il quartier generale delle valute alternative si trova a Serramanna, dove si lavora per farle circolare in tutta Italia. Il numero di transazioni è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi tempi, dai 30,7 milioni di euro (e 62mila operazioni) del 2014 ai 89,7 milioni del 2016 (con 262mila operazioni e 8.500 conti attivati). La diffusione è avvenuta grazie a convenzioni sottoscritte con associazioni di imprese (da Confindustria a Confcooperative e Confcommercio). Questo il meccanismo:

«Ogni rete regionale – spiegano a Serramanna da dove governano l’intero network dando lavoro a una sessantina di persone – è un sistema economico integrato progettato per facilitare le relazioni tra soggetti economici operanti in un dato territorio. Attraverso un sistema di conti online e l’utilizzo di una «moneta» digitale locale, il circuito dà la possibilità a imprese e professionisti di finanziarsi reciprocamente senza interessi e di trasformare la propria capacità produttiva inespressa in liquidità supplementare». Dietro un compenso annuo di un minino di 200 euro ed arriva sino a 4 mila (a seconda del fatturato) a professionisti e imprese vengono offerti un conto, una carta di pagamento e una linea di credito senza interessi oltre una serie di servizi di promozione e supporto. Il sistema consente di acquistare ciò di cui si ha bisogno ripagandolo effettuando vendite di beni e servizi agli altri iscritti.

(Foto: ANSA / GIORGIO ONORATI)