Gianni Fava
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Lega Nord: chi è Gianni Fava, lo sfidante interno di Salvini che definisce Roma «capitale del Nord-Africa»

Ci saranno anche le primarie della Lega Nord se, entro il 7 maggio, Gianni Fava, assessore all’Agricoltura in Lombardia nella giunta di Roberto Maroni, riuscirà a raggiungere le mille firme necessarie per la sua partecipazione. Da qualche giorno, il 49enne iscritto al partito dal 1993, ha lanciato la sua campagna congressuale, dichiarandosi in opposizione con Matteo Salvini specialmente sull’estensione del bacino di consensi della Lega al sud.

IL RITRATTO DI GIANNI FAVA, LO SFIDANTE DI SALVINI

“Per me Roma resta la capitale più avanzata del Nord Africa – ha dichiarato in un’intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera -. Il ruolo della Lega come sindacato territoriale del nord, come voce autentica dei nostri territori non può essere assolutamente accantonato”. Una sfida aperta e trasversale, quella di Gianni Fava. Che farà senz’altro discutere. Il candidato sottolinea come la sua presenza nelle primarie sarebbe un vero toccasana per il partito, perché garantirebbe la pluralità interna e la difesa dei valori tradizionali della Lega. Parole d’ordine: autonomia, federalismo, regionalismo.

Gianni Fava non vuole parlare di listoni unici con Forza Italia e ha posizioni differenti anche nell’ambito della politica estera: “Se io fossi stato in Francia – ha dichiarato – mi sarei schierato con i separatisti della Corsica che hanno manifestato contro Marine Le Pen. Noi non siamo né di destra, né di sinistra: dobbiamo difendere unicamente il nostro territorio e, per farlo, sono disposto anche ad allearmi con il Pd”.

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La sua, del resto, è una sfida quasi impossibile. Salvini ha un vantaggio enorme e incolmabile, dovuto soprattutto a chi riconosce in lui, al di là dell’appartenenza di partito, una figura che porta avanti istanze comuni da nord a sud, indipendenti dalle vocazioni originarie della Lega: “È vero che Salvini ha riportato la Lega dal 4 al 14%. Ma noi eravamo oltre il 10% anche con Umberto Bossi – continua Fava – e lo dico in maniera disinteressata: lui non mi ha mai particolarmente amato”.

La corsa alla rappresentanza dell’ala più intransigente e integralista della Lega, dunque, è cominciata. La data delle primarie è stata fissata per il 14 maggio, mentre il congresso ratificherà la decisione la settimana successiva, il 21 maggio. Ma nessun terremoto in vista: se Gianni Fava dovesse perdere, non ci sarà alcuna scissione interna: “Se perderò, mi adeguerò alla linea del mio segretario. Non siamo balcanizzati come il Partito Democratico. Ma rivendico l’autonomia e il diritto a dire la mia”.

(FOTO: ANSA/ US/ REGIONE LOMBARDIA)