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Gay in Cecenia, cosa succede agli omosessuali nella Repubblica russa

I gay in Cecenia sono arrestati, torturati e imprigionati in campi di concentramento? Da alcuni giorni un giornale russo, Novaya Gazeta, e diversi attivisti per i diritti umani hanno denunciato una persecuzione contro gli omosessuali nella Repubblica caucasica che fa parte della Russia di Putin. La notizia dei campi di concentramento per gay è successiva alla informazione sui 100 omosessuali arrestati in Cecenia. Tre gay sarebbero stati anche uccisi. Il portavoce del primo ministro reggente della Repubblica, Ramzan Kadyrov, un leader paramilitare, ha negato la notizia. La smentita è però decisamente particolare, e tradisce la mancanza di libertà che vige in questo territorio russo, storicamente attraversato da molti scontri militari. Secondo il portavoce di Kadyrov infatti non è possibile che gay siano stati arrestati oppure uccisi perché in Cecenia non esiste alcun omosessuale. Una dichiarazione all’agenzia di stampa Interfax che evidenzia la totale mancanza di rispetto verso chi ha ama persone del proprio sesso. Svetlana Zakharova, un’attivista del network Lgbt russo, ha invece confermato la notizia fornita per primo dal quotidiano Novaya Gazeta. Secondo l’attivista russa numerosi gay sono stati arrestati e detenuti all’interno di strutture della polizia, e stanno cercando di farli uscire. Chi è riuscito a scappare ha detto che erano imprigionati in stanze con 30 o 40 persone al loro interno. Secondo queste testimonianze i prigionieri omosessuali sono sottoposti a scariche di corrente elettrica e picchiati in modo selvaggio, a volte fino alla morte. Human Rights Watch ha confermato il racconto di Novaya Gazeta, attraverso proprie fonti in Cecenia che hanno testimoniato la caccia ai gay decisa dalle autorità governative locali.