Martin Schulz
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Martin Schulz, il record al congresso della Spd rafforza la sua sfida ad Angela Merkel

Martin Schulz è il nuovo presidente della Spd. Al congresso straordinario di Berlino i poco più di 600 delegati hanno eletto il successore di Sigmar Gabriel, che guidava la socialdemocrazia tedesca da 7 anni e mezzo. Schulz è stato nominato presidente con un risultato storico: 100% di voti favorevoli. All’unanimità è stato indicato come candidato cancelliere alle prossime elezioni federali. Nessun delegato gli ha votato contro, un risultato senza precedenti come mostra questa infografica tratta da Bild Zeitung.

Martin Schulz

Il 100% ottenuto dall’ex presidente del Parlamento europeo era stato anticipato dall’energia elettrica della sala di Berlino dove aveva svolto il suo discorso. Entusiasmo e una standing ovation dopo la chiusura dell’intervento che hanno ancora una volta evidenziato quanto la Spd stia beneficiando dal ritorno alla politica tedesca di Martin Schulz. Oratore molto efficace, e figura relativamente nuova grazie alla sua attività politica concentrata in Europa, grazie alla quale ha ottenuto autorevolezza e si è tenuto distante dalle polemiche interne. L’ex presidente del Parlamento europeo è riuscito in queste settimane a modificare la traiettoria delle elezioni federali tedesche, riportando la Spd sopra il 30% in tutti i sondaggi. La socialdemocrazia tedesca ottiene risultati deludenti alle consultazioni per il Bundestag dall’ormai lontano 2005, quando l’ex cancelliere Schroeder aveva portato il partito a un solo punto dalla Cdu di Angela Merkel.

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Nel 2009 e nel 2013 la Spd aveva conquistato i risultati peggiori della sua storia nella Germania post Seconda guerra mondiale, con percentuali -23 e 25% – lontani dal suo ruolo di Volkspartei, i partiti popolari che dominano il sistema politico tedesco. La terza Grande coalizione con la Cdu, la seconda in dieci anni, sembrava spingere la Spd verso un’altra debacle prima di Martin Schulz. La sua candidatura ha però dato nuovo entusiasmo: record di iscritti ed entusiasmo che sembrano rendere possibile anche una vittoria alle prossime federali. La socialdemocrazia è finalmente unita, lontana dalle continue polemiche che hanno sempre diviso gli esponenti di spicco del partito durante il lungo governo con Angela Merkel, tra i moderati che sostenevano le iniziative dell’esecutivo federale e i progressisti che volevano una maggiore svolta orientata alla giustizia sociale. Martin Schulz, nel suo discorso di candidatura alla guida del partito, ha proposto una nuova sintesi, che al momento sembra unificare tutta la Spd. L’entusiasmo socialdemocratico contrasta con la finora stanca campagna di Angela Merkel, che dopo più di 11 anni da cancelliere della Germania sembra scontare un naturale logoramento.

Foto copertina: PA/CLEMENS BILAN