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Multe Equitalia, 90 giorni per chiedere il taglio di sanzioni e interessi di mora

Il decreto fiscale che prevede la rottamazione delle cartelle di Equitalia (la cancellazione di sanzioni e interessi di mora) prevede 90 giorni di tempo per i contribuenti per chiedere lo sconto. L’iter per ottenere il taglio non è breve. Tutto dipende innanzitutto dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto fiscale, che il presidente della Repubblica ha firmato sabato scorso.

MULTE EQUITALIA, 90 GIORNI PER CHIEDERE IL TAGLIO DI SANZIONI E INTERESSI DI MORA

Solo da quel momento il decreto entra in vigore e si definiscono le varie scadenze. Lo spiega Valentina Conte su Repubblica:

Se fosse pubblicato oggi, i debitori – tutti coloro con una cartella esattoriale pendente dal 2000 al 2015 – hanno 90 giorni, dunque entro il 21 gennaio 2017 per fare domanda ad Equitalia o altro ente riscossore e chiedere lo sconto di sanzioni e interessi di mora. Equitalia, dal canto suo, entro il 7 novembre prossimo deve pubblicare sul sito un facsimile della dichiarazione che il debitore poi compila e nella quale indica se vuole pagare il dovuto in unica rata o in più rate, al massimo quattro (l’ultima con scadenza non oltre il 15 marzo 2018).
Equitalia risponde alla richiesta di rottamazione entro 180 giorni, dunque entro il 21 aprile 2017, indicando le somme dovute, gli importi e relative scadenze delle rate.

Il pagamento delle tasse dovute con il taglio su sanzioni e interessi di mora potrà avvenire sia con addebito in conto corrente che bollettini precompilati, o allo sportello. I contribuenti avranno circa un anno di tempo per adempiere. Lo sconto decade se il versamento, anche di una sola rata, arriva in ritardo o è insufficiente. In quelcaso si dovrà versare l’intersa somma. Dal decreto fiscale il governo stima nuove entrate complessive nel 2017 per 4,3 miliardi: 2 miliardi dalla rottamazione e altri 2 dall’obbligo di fatturazione telematica trimestrale dell’Iva (che varrebbe 9 miliardi in tre anni). Manca però ancora un’indicazione sul gettito della voluntary disclosure, cifrato dalla Ragioneria a zero (dai 2 miliardi annunciati).

 

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MULTE EQUITALIA, PER LE INFRAZIONI STRADALI SCONTO SULO SU INTERESSI DI MORA

Per quanto riguarda poi le multe per violazioni al Codice della strada lo sconto riguarda solo gli interessi di mora (l’8% annuo), circa un terzo della cartella. Si tratta di un risparmio inferiore ai ruoli delle altre tasse o tributi, per i quali si calcola anche un dimezzamento del dovuto. Spiega ancora Conte su Repubblica:

Nel caso delle multe stradali – come per tutti gli altri balzelli inclusi nell’operazione – si continua però a versare l’aggio (quello di Equitalia è il 3% solo se si paga subito, poi sale al 6%), interessi legali (0,2%), spese di notifica (5,88 euro), compensi per il servizio di riscossione, spese per le procedure esecutive.
Con la rottamazione il governo stima di incassare 3,7 miliardi in tre anni, di cui 2 miliardi solo nel 2017. Da questa cifra è però escluso proprio il gettito delle multe che finirà nelle casse dei Comuni. Poco più di 200 milioni, calcola la Ragioneria, comprese però anche le altre tasse e tributi comunali.

MULTE EQUITALIA, PER LA VOLUNTARY DISCLOSURE CACCIA AGLI EMIGRATI ALL’ESTERO

Infine, la voluntary disclosure (l’operazione di rientro su base volontaria dei capitali portati all’estero che comporta il pagamento, con sanzioni ridotte, delle imposte dovute). Nel testo del decreto legge firmato dal capo dello Stato e in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale è previsto l’obbligo per i Comuni di comunicare i contribuenti che si sono trasferiti all’estero dal 2010 ad oggi. Scrive Luca Cifoni sul Messaggero:

Nel testo del decreto è stato inserito anche l’obbligo per i Comuni di segnalare all’Agenzia delle Entrate i dati di coloro che chiedono di essere iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), entro sei mesi dalla richiesta. Queste informazioni saranno usate dall’Agenzia per formare “liste selettive” ai fini dei controlli su attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati: in pratica si accenderà la luce su un elenco di potenziali evasori. Da subito, i Comuni dovranno segnalare i dati di coloro che hanno chiesto l’iscrizione all’Aire dal 2010. Per queste persone il controllo preventivo, ai fini dell’inserimento nelle liste, riguarderà proprio l’adesione alla prima operazione di rientro dei capitali: chi non l’ha fatta diventerà sospetto.

(Foto di copertina: ANSA / LUCA ZENNARO)