funerale boss vietato
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Platì, il questore vieta il funerale del boss della ‘ndrangheta. Il parroco fa ricorso

Il questore ordina una cerimonia religiosa blindata per il funerale di un boss della ‘ndrangheta. Il parroco insorge contro il provvedimento e invia una lettera al Ministero dell’Interno. È quanto accaduto tra Reggio Calabria e Platì, comune sciolto più volte per mafia, dopo la morte di Giuseppe Barbaro, uno dei big del narcotraffico, deceduto due giorni fa in carcere all’età di 54 anni. Racconta oggi Ilario Filippone sul Messaggero:

Per il funerale del boss della ‘ndrangheta Giuseppe Barbaro, morto in carcere all’età di 54 anni appena due giorni fa, il questore di Reggio Calabria dispone una cerimonia religiosa blindata. Ma il parroco di Platì Giuseppe Svanera, insorge: «L’ordinanza ha infranto il principio di non ingerenza fra Stato e Chiesa, di cui all’articolo 7 della Costituzione», scrive il sacerdote al ministro dell’Interno Angelino Alfano. Accade nella Locride dei padrini vecchio stampo e dei Comuni sciolti per mafia. Il prete d’Aspromonte ha presentato ricorso contro il provvedimento del questore Raffaele Grassi, impugnando l’atto: «Il sottoscritto Svanera Giuseppe, in qualità di parroco della parrocchia Santa Maria di Loreto, presenta ricorso avverso l’ordinanza nella parte in cui si identifica il luogo ove svolgere il rito religioso del funerale del defunto Barbaro Giuseppe». Il mammasantissima deceduto, secondo gli inquirenti, era un big del narcotraffico in grado di intavolare trattative coi cartelli sudamericani, per importare in Italia navi cariche di coca.

 

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FUNERALE BOSS VIETATO, LETTERA DEL PARROCO AL VIMINALE

L’ordinanza del questore è datata 22 ottobre. E spiega che: «La celebrazione dei funerali in forma
pubblica potrebbe rappresentare un’occasione propizia per la commissione di azioni di rappresaglia e iniziative intimidatorie, con conseguente turbativa dell’ordine e della sicurezza». Nella sua lettera di protesta inviata al Viminale il sacerdote considera «infranto» il principio di non ingerenza fra Stato e Chiesa:

Don Giuseppe Svanera, 68 anni, va giù pesante: «I giudici della Quinta sezione del Tar Campania – scrive nel ricorso – hanno evidenziato che le funzioni religiose possono essere vietate per motivi di ordine pubblico solo se riguardano funzioni praticate fuori dai luoghi destinati al culto. Il questore non può decidere dove, come e quando celebrare la cerimonia religiosa in Chiesa»

(Immagine da archivio Ansa)