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De Magistris scende in piazza contro il governo, poi chiede il rimborso di 100 euro

Luigi De Magistris nella bufera per un rimborso spese ottenuto per la partecipazione alla manifestazione di piazza del 23 settembre scorso per Bagnoli, il quartiere del Comune di Napoli che sarà interessato da un’opera di bonifica ambientale e riqualificazione. Il sindaco avrebbe partecipato al corteo, a Palazzo Chigi, al fianco dei cittadini che protestano, chiedendo insieme ad altri tre partecipanti istutizionali (il vicesindaco Raffaele Del Giudice, l’assessore all’urbanistica Carmine Piscopo e il dirigente Mimmo Annunziata del servizio ufficio stampa) il rimborso di 400 euro (100 euro a testa) per la trasferta romana.

 

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DE MAGISTRIS, RIMBORSO SPESE DOPO IL CORTEO DI PROTESTA A ROMA

Precisamente de Magistris ha chiesto di impegnare 100 euro dal devastato bilancio del Comune prima di partecipare alla giornata di lotta. Si tratta di una scelta legittima, regolare, ma poco assai poco comprensibile se si considera che la trasferta del sindaco non rappresentava una vera e propria «missione istituzionale» ma riguardava la difesa di un proprio ideale. Oggi Paolo Barbuto sul Mattino di Napoli spiega che Del Giudice sulla vicenda preferisce tacere anche se proprio lui avrebbe tutto il diritto di prendere la parola in questa vicenda:

Perché Del Giudice è l’unico ad essersi dissociato dalla corsa al recupero del denaro e ad aver formalmente rinunciato al rimborso spese nonostante la richiesta di impegno di fondi che è partita, d’ufficio, dalla sua segreteria. In questo caso si tratta di atti che scattano in maniera automatica: quando un membro della Giunta annuncia che si sposterà dalla città, subito viene presentata la richiesta di impegno di spesa in attesa che, al rientro, venga presentata la nota spese che attesta la reale cifra versata e la formale richiesta di restituzione dei soldi. La missione a Roma dei quattro membri di Palazzo San Giacomo è avvenuta, come sempre, in treno e con un biglietto di seconda classe. Nessuna spesa folle, insomma, e nessuna spesa illecita. La questione riguarda, piuttosto, l’opportunità di chiedere un rimborso spese quando si scende in piazza per difendere un ideale nel quale si crede fortemente. Ecco, questaèla differenza fra il vicesindaco e gli altri partecipanti alla manifestazione: Del Giudice avrebbe confidato a chi gli è vicino che quando si lotta per un ideale non si chiede un rimborso.

Il caso del rimborso a de Magistris ha ovviamente innescato una pioggia di critiche dalle forze politiche di opposizione. Mentre Del Giudice si dissocia e spiegando pagò il biglietto di tasca sua, da Forza Italia e Partito Democratico sono arrivate critiche pungenti, anche con toni sarcastici. Martusciello (Forza Italia) ad esempio ho affermato: «Con Lettieri sindaco un atto di taccagneria e accattonaggio non sarebbe mai potuto accadere». Marco Di Lello (Partito Democratico) invece: «È una novità assoluta, complimenti». La segretaria regionale Dem Assunta Tartaglione: «Il sindaco-Masaniello confonde gli incontri istituzionali con le gite a Roma».

(Foto: ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)