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Legge di bilancio, il no dell’Ue subito fermato da Matteo Renzi

La Commissione Ue è intenzionata a non approvare la legge di bilancio presentata dal governo italiano. L’aumento del deficit strutturale e la mancata discesa del debito pubblico, che sale consecutivamente da 10 anni, impongono per l’esecutivo di Juncker minori spese rispetto a quelle volute da Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio ha però ribadito come la manovra non cambierà.

IL NO DELLA COMMISSIONE ALLA LEGGE DI BILANCIO DELL’ITALIA

La bozza della legge di bilancio presentata dal governo italiano il 17 ottobre non sarà approvata dalla Commissione europea. Sembra ormai certo il no dell’esecutivo comunitario. Il deficit strutturale avrebbe dovuto diminuire di solo lo 0,1% nel 2017 e invece aumenterà, il disavanzo salirà al 2,3% invece che al 2,2, mentre il debito pubblico dovrebbe ancora salire per il decimo anno di fila. Le coperture affidate a una tantum come la voluntary disclosure e spese ordinarie come l’eliminazione delle barriere architettoniche o dell’amianto negli edifici scolastici presentate come straordinarie sono altri elementi di profondo scetticismo della Commissione.

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MATTEO RENZI CONFERMA LA LEGGE DI BILANCIO

Matteo Renzi ha commentato le indiscrezioni dei principali quotidiani italiani, concordi sul no dell’Ue alla manovra di bilancio, in un intervento telefonico a Rtl 102.5. Il presidente del Consiglio è stato particolarmente esplicito, ribadendo come il Governo non modificherà la bozza, perché la sua intenzione è dare un segnale ai cittadini, non le tecnocrazie di Bruxelles.

Potranno scrivere, come si fa sempre, una lettera per chiedere maggiori spiegazioni. La Legge di Bilancio non si cambia: se l’Ue avrà osservazioni da fare ascolteremo, ma questa manovra ha il deficit più basso degli ultimi dieci anni: gli sforzi li stiamo facendo e vogliamo dare un segnale ai cittadini non alle tecnocrazie di Bruxelles.

COSA SUCCEDE CON LA LEGGE DI BILANCIO

La legge di bilancio avrebbe dovuto essere presentata entro il 15 ottobre, ma il Governo ha preferito aspettare il deposito del testo alla luce delle divergenze con la Commissione. Le comunicazioni dell’esecutivo UE, che ex Fiscal Compact deve valutare ogni legge di bilancio, sono in realtà piuttosto consuete, anche se in questo momento appare marcata la differente valutazione sui conti pubblici italiani. Una procedura di infrazione è ancora molto lontana, e difficilmente la Commissione Juncker la proporrà. Nel caso ipotetico sarebbe però richiesta nella primavera 2017. Una bocciatura della legge di bilancio entro il 30 novembre sembra anch’essa poco probabile, visto il rilievo politico che assumerebbe in vista del referendum costituzionale. Lo scenario più plausibile sembra una mediazione tra due reciproche rinunce: meno deficit del desiderato per Renzi, meno consolidamento del necessario secondo regole comunitarie per l’Ue.