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Federico Pizzarotti lascia il M5S: «Mi aspetto il linciaggio ma non mi preoccupo. C’è paura»

In conferenza stampa Federico Pizzarotti ha annunciato l’addio al Movimento 5 Stelle. «Non posso non uscire. Sono diventati quelli delle stanze chiuse», ha dichiarato il sindaco di Parma, già sospeso dal M5S per non aver comunicato un’indagine a suo carico per abuso d’ufficio (poi archiviata).

FEDERICO PIZZAROTTI LASCIA IL M5S: «IO, UNICO SOSPESO D’ITALIA»

«Sono sempre stato un uomo libero, da uomo libero non posso che uscire da questo Movimento 5 Stelle, da quello che è diventato oggi e che non è più quello che era quando è nato», ha affermato Pizzarotti spiegando le ragioni dell’addio. «Ho dovuto fare l’ultimo passo. Sono qui a dire – ha proseguito il primo cittadino di Parma – quello che né il direttorio né altri hanno avuto il coraggio di dire. È evidente che non si sia voluta ricomporre una situazione che poteva ricomporsi. Da quando il procedimento è stato archiviato, nessuno ha mai chiamato se non qualche sparuto parlamentare. È il 144esimo giorno da una sospensione illegittima che non è prevista dai regolamenti». «Nella più triste tradizione italiana, nel regolamento del M5S – ha spiegato il sindaco – c’è una norma ad personam, perché sono l’unico sospeso d’Italia: quando si dice che si può essere sospesi per 12 o 24 mesi difficile pensare che sia riferibile ad altri».

 

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FEDERICO PIZZAROTTI LASCIA IL M5S: «DIVENTATI QUELLI DELLE STANZE CHIUSE»

Pizzarotti ai giornalisti ha sottolineato un cambio di linea del Movimento 5 Stelle negli ultimi tempi: «Da quelli che volevano aprire il Parlamento, da quelli che volevano le telecamere dentro le aule, siamo diventati quelli delle stanze chiuse». «Dal 7 dicembre 2014 – ha proseguito il sindaco di Parma – io non ho accettato di avere paura: paura di dire quello che si pensa. Invece questa paura serpeggia tra tante persone, ad esempio parlamentari che ti chiedono come va e dopo hanno paura di farsi una foto insieme».

FEDERICO PIZZAROTTI LASCIA IL M5S: «SE AVESSI NOMINATO IO UN EX PD…»

Le accuse di Pizzarotti sono ovviamente rivolte soprattutto ai vertici del M5S: «Non sono cambiato io, o i nostri ideali, è cambiato il Movimento. È mancata la coscienza critica, l’ho esercitata solo io, e quindi vengo visto come disturbatore. In tante parti d’Italia siamo stati consumati da arrivisti ignoranti che non sanno cosa vuol dire amministrare: vogliamo governare e poi non si dialoga con nessuno. Questo non vuol dire governare». E ancora: «Io sono l’unico a essere rimasto critico. Una volta si diceva che il M5S non voleva avere un capo politico, ora si dice che va bene un capo politico». «Se avessi nominato io uno con la tessera del Pd o un ex impiegato di Iren – ha proseguito Pizzarotti denunciando una differenza di trattamento rispetto ad altri amministratori M5S – non so cosa sarebbe successo. Noi siamo stati crocifissi per molto meno. Ora si giustifica l’ingiustificabile. Poi si dice colpa dei giornalai, ma distinguiamo la realtà dei fatti».

FEDERICO PIZZAROTTI LASCIA IL M5S: «ORA I LOBBISTI SONO DI MODA»

Parlando dei cambiamenti nel Movimento Pizzarotti ha citato anche il vicepresidente della Camera: «Penso agli errori di Di Maio: i lobbisti sono diventati di moda», ha detto il sindaco di Parma. Una frecciata ha riguardato l’assenza di trasparenza: «Il M5S è passato dal mettiamo in streaming tutto al mettiamo in streaming niente. Penso allo streaming dell’incontro sulle Olimpiadi».

FEDERICO PIZZAROTTI LASCIA IL M5S: «PER ORA NON C’È UNA LISTA CIVICA»

Pizzarotti annunciando l’addio al M5S ha poi criticato i ‘talebani’ del Movimento che avrebbero allontanato molti sostenitori: «Quanti ne abbiamo persi in questi anni? Nel tempo sono stati abbandonati dai cosidetti talebani, persone oltranziste che giustificano tutto e il contrario di tutto solo in base a un processo sul blog». Smentiti rischi per la sua amministrazione a Parma: «Andremo avanti come sempre non si sarà nessuna crisi di maggioranza». E ha fatto sapere di non essere certo di una ricandidatura. «Non c’è nessuna lista civica oggi. Dobbiamo ancora decidere se candidarci», ha affermato. «Sarei stato più contento se fossero venuti qui a parlare e se avessi potuto candidarmi con il Movimento 5 Stelle», ha dichiarato ancora il sindaco riferendosi ai vertici M5S. E l’ipotesi di collaborazione con altre formazioni politiche: «Il cappello sulla mia testa è difficile metterlo, è prematuro qualunque discorso, ovvio che mi sento libero di ragionare con la mia testa». Infine, la possibilità di avanzare pretese legali nei confronti del M5S: Danni di immagine? Li valuteremo, è un tema che non mi appassiona».

(Immagine da video di SkyTg24)