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Ma davvero il M5S sta perdendo voti?

SONDAGGI POLITICI M5S

Nessun crollo del consenso. Ma un calo di alcuni punti percentuali. Una flessione come tante. Chi si aspettava che le difficoltà del Movimento 5 Stelle a Roma e le relative polemiche avrebbero causato una riduzione netta dei voti del partito di Beppe Grillo è stato smentito. Se da una parte la giunta di Virginia Raggi fa fatica anche a trovare un assessore al Bilancio per la Capitale (dopo una campagna elettorale durata diversi mesi) dall’altra non cala la fiducia dell’elettorato: i pentastellati su scala nazionale si mantengono saldamente oltre il 25% di preferenze, a distanza ravvicinata dal Pd di Matteo Renzi. Ma ecco un excursus sui sondaggi politici M5S

SONDAGGI POLITICI M5S, DOPO LA BUFERA NESSUN CROLLO

A parlare chiaro sono i sondaggi politico-elettorali pubblicati da istituti demoscopici che monitorano con regolarità le opinioni dei cittadini e le loro intenzioni di voto in caso di elezioni politiche. Stando ad una media dei numeri diffusi tra inizio luglio e fine settembre con cadenza settimanale da Swg, Emg Acqua, Ixè e Scenari Politici/Winpoll, il M5S avrebbe perso solo 2-3 punti percentuali di consenso. L’istituto di Fabrizio Masia Emg Acqua, che effettua rilevazioni per il Tg La7, nel sondaggio effettuato lo scorso 30-31 luglio stimava il Movimento 5 Stelle al 31,9% dei voti; invece, nella rilevazione del 3-4 settembre, i giorni in cui è stata diffusa la notizia dell’indagine a carico dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro la stima di consenso del partito di Beppe Grillo era del  31,2% (-0.7%). Ebbene, l’ultimo sondaggio di Emg, del 24-25 settembre, indica il M5S al 29,5%, a -2,4 punti dalla rilevazione di fine luglio e a -1,9 da inizio mese. Nessuna scossa nemmeno se si considera l’eventuale ballottaggio alle Politiche previsto dall’Italicum se nessuna lista al primo turno raggiunge il 40% delle preferenze. Nelle ultime tre settimane, ipotizzando un confronto con il Pd, il Movimento sarebbe passato secondo Emg dal 53,1 al 52,1%. I Democratici, al contrario, dal 46,9 al 47,9%. Una variazione di appena un punto.

 

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È solo una flessione, poi, anche quella segnalata da Ixè, che realizza sondaggi politici-elettorali per la trasmissione di Raitre Agorà. In questo caso il Movimento 5 Stelle sarebbe passato dal 29,5% del 3 agosto, al 30,3 del 31 agosto al 28,1% del 21 settembre. Nel periodo della bufera, insomma, il partito di Grillo avrebbe perso solo 2,2 punti percentuali di voti, con il Pd pressoché stabile, in discesa dal 32,6 al 32%.

Più ampio, ma comunque non preoccupante è anche il il calo indicato dall’istituto triestino Swg, che realizza e pubblica sondaggi per la sua PoliticApp. Il Movimento 5 Stelle sarebbe passato dal 29% (interviste dell’1-3 agosto) al 29,5 (29-31 agosto) e poi al 25,6 (19-21 settembre): -3,9 punti in tre settimane. Negli stessi giorni il Partito Democratico è stato stimato da Swg rispettivamente al 30,8, 30,4 e 30,5%. Insomma, anche in questo caso sembra che il partito di Renzi non sia riuscito ad ottenere alcun beneficio da imbarazzo ed errori dei principali avversari.

Infine, i numeri di Scenari Politici/Winpoll elaborati per l’Huffington Post. Il M5S sarebbe sceso dal 29,7% del 3-5 agosto al 28,8 del 24-26 agosto e al 25 del 19-21 settembre: -3,8 punti nella fase della bufera sulla giunta Raggi. Anche qui nessun exploit del centrosinistra, con il Pd passato dal 31,2 al 31,7 e al 32,3%.

(Foto di copertina: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)