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Di Maio: «Il nuovo assessore a Roma ? Lo chieda al sindaco Raggi, non sono il suo portavoce» | VIDEO

«Pizzarotti non deve chiedere a me un incontro. Decide il Garante (Beppe Grillo, nda). E il Movimento non deve parlare dei problemi del Movimento». È quanto dichiarato oggi dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio a Portici, in provincia di Napoli, a margine di un incontro del tour M5S per il No al referendum costituzionale. Ma forse la stoccata più “velenosa” è per il sindaco di Roma, Virginia Raggi: «Il nuovo assessore al bilancio? Lo chieda al Sindaco Raggi, non sono il portavoce di Virginia».

Il video:

 

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DI MAIO: «SU PIZZAROTTI DECIDE IL GARANTE GRILLO. IL M5S PARLI D’ALTRO»

Rispondendo alle domande sul caso del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, sospeso dal Movimento per un’indagine a suo carico non comunicata ai vertici, il deputato ha dichiarato: «Non deve chiedere un incontro a me. Pizzarotti ha una procedura in corso e c’è il Garante che analizzerà questa procedura». Nessun commento nemmeno all’archiviazione dell’indagine che aveva portato alla sospensione: «Se il Movimento vuole parlare di problemi del Movimento, si allontanerà dai cittadini. I cattidini mi pagano lo stipendio per occuparmi dei problemi del Paese». E ancora: «Il più grande obiettivo che ci dobbiamo porre è non parlare dei problemi del Movimento».

DI MAIO: «QUESTA RIFORMA COSTITUZIONALE NON È UNA PRIORITÀ»

Sulla riforma costituzionale, Di Maio ha poi attaccato il governo e la maggioranza: «È pericolosa perché viene spacciata come priorità del paese quando invece le priorità sono altre». E ancora, sulle divisioni tra i Democratici: «La riforma è arrivata al referendum perché il Pd l’ha votata in aula. Poi quando è arrivata al referendum il Pd si è spaccato. Se quelli che sostengono il No non avessero votato la riforma oggi probabilmente non ci sarebbe nemmeno un referendum». «Ci troviamo di fronte – ha continuato il vicepresidente della Camera – ad un referendum che modifica la costituzione per dare altre privilegi, ed è intollerabile che venga considerata una priorità. […] Forse gli italiani vorrebbero votare su pensioni d’oro, partecipate, ma non per modificare 47 articoli della Costituzione». Sul destino del governo in caso di successo del ‘No’: «È Renzi che ha detto che andava a casa. Poi ha cambiato idea, l’ultima versione è stata ‘So che devo fare ma non ve lo dico’. L’unica cosa che sappiamo è che non non si può cambiare la Costituzione tanto per farlo, dicendo ‘Cambiamo qualcosa poi si vede…’».

DI MAIO: «LA ‘BUONA SCUOLA’ METÀ MALAFEDE E METÀ FOLLIA»

Di Maio , nel corso dell’iniziativa, ha risposto anche all’appello di un gruppo di insegnanti contro la legge ‘Buona Scuola’. «Siete scomparsi dal radar dell’informazione. Non si parla di voi perché siete le testimonianza vivente di come si fanno le leggi in questo Paese. Questa legge ha una parte di malafede e una parte di follia», ha detto il vicepresidente della Camera. «L’impegno che possiamo prendere è quello di darvi più voce possibile».

(Immagine: frame da video di Giornalettismo)