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Tiziana Cantone, il pm attese un anno. I video rimasero sul web

L’inchiesta sulla diffusione dei video hard di Tiziana Cantone, la ragazza di Casalnuovo che si è tolta la vita dopo essere stata messa alla gogna sul web, è stata aperta un anno fa, dopo la denuncia dell’avvocato alla quale la 31enne si era rivolta per la violazione della propria privacy e le offese subite. Ma le immagini da allora sono rimaste in rete. A spiegarlo con una ricostruzione dettagliata dei fatti è oggi Gigi Di Fiore sul Mattino di Napoli:

È un fascicolo sull’ipotesi di diffamazione per la diffusione del famoso video girato dalla ragazza conil suo consenso. Già un anno fa, il pm Alessandro Milita con il procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli decise di inviare un avviso di garanzia a quattro dei cinque giovani segnalati nell’esposto. Nell’atto si parlava di «gioco virtuale a sfondo sessuale con i predetti signori». Che poi era essenzialmente lo scambio di foto, in prevalenza attraverso la chat di Facebook. Foto, si leggeva nell’esposto, «in gran parte in costume da bagno o a seno nudo». Poi, l’invio anche del video girato con il consenso di Tiziana. Cinque nomi, appunto, di sospettati della diffusione senza consenso, qualcuno indicato con il nick scelto per il profilo su Facebook.

 

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Tra i cinque segnalati due sono giovani imprenditori salernitani. Ma uno di loro forse non c’entra con la diffusione del video su Internet. Il suo avvocato dice che con il suo assitito si presenterà presto in procura per essere ascoltato. Il procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli intanto ha spiegato che il suo collega Milita («oberato di fascicoli di rilievo») con una motivazione scritta «spiegò che non era possibile sequestrare le pagine del social network per un video che aveva subito moltiplicazioni successive in diversi siti Internet». Continua Di Fiore sul Mattino:

Di fatto, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati, il procedimento per diffamazione a carico dei quattro giovani è rimasto in sospeso. Poi, la drammatica evoluzione della vicenda, con il suidicio di Tiziana che, nell’esposto, indicava come suo domicilio effettivo la residenza del compagno Sergio Di Palo. In un’occasione, proprio Di Palo, imprenditore nel settore edile, aveva accompagnato Tiziana nello studio napoletano dei suoi avvocati. È ora probabile che, nei prossimi giorni, il fascicolo napoletano venga chiuso. Lunedì prossimo, ci sarà un incontro tra il procuratore capo di Napoli nord, Francesco Greco, e il procuratore aggiunto diNapoli, Fausto Zuccarelli. C’è da verificare l’ipotesi di una unione dei due fascicoli penali aperti nei differenti uffici. Quello della Procura Napoli nord ha appena due giorni. È scaturito dalla morte di Tiziana, è a carico di ignoti sull’ipotesi dell’istigazione al suicidio.

(Foto di copertina: ANSA / CIRO FUSCO)