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L’ambasciatore Usa: «Obama stima Renzi, il no alle riforme sarebbe un passo indietro»

Matteo Renzi è stimato da Barack Obama. E il no al referendum costituzionale 2016 «sarebbe un passo indietro». Sono bastate poche parole dell’ambasciatore Usa in Italia per innescare una nuova polemica politica. John Phillips ha espresso l’apprezzamento del presidente americano per il premier italiano ad un incontro sulle relazioni transatlantiche ricordando che il capo del governo ancrà negli States il prossimo 18 ottobre in occasione della cena di Stato offerta alla Casa Bianca dal presidente. Le reazioni non si sono fatte attendere.

 

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AMBASCIATORE USA: «RENZI CONSIDERATO CON GRANDE STIMA DA OBAMA»

«Renzi ha svolto un compito importante ed è considerato con grandissima stima da Obama, che apprezza la sua leadership», ha detto l’ambasciatore Usa. Che ha anche parlato delle riforme. La vittoria dei ‘no’ nel referendum sarebbe un «passo indietro» per attrarre gli investimenti stranieri in Italia. Dagli Stati Uniti, ha spiegato Phillips, si osserva il dibattito in corso nel nostro paese ed il referendum del prossimo autunno è considerato una «decisione italiana». Ma – ha aggiunto ancora – «l’Italia deve garantire di avere una stabilità di governo» per attrarre investimenti stranieri. Perché – ha detto ancora Phillips – «63 governi in 63 anni non danno garanzie». Per l’ambasciatore, dunque, «il referendum offre una speranza e una opportunità per la stabilità di governo». Gli amministratori delegati delle grandi aziende, sottolinea Phillips, «stanno osservando» quanto avviene in Italia.

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«AMBASCIATORE USA SI FACCIA GLI AFFARI SUOI»

«Ricordiamo all’ambasciatore americano Phillips» che l’articolo 1 della nostra Costituzione dice che «la sovranità appartiene al popolo… italiano», è stata la risposta via Twitter del capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputato Renato Brunetta. «Quella dell’ambasciatore Usa in Italia, più che un auspicio – ha affermato invece il senatore di Forza Italia Altero Matteoli -, è un’entrata a gamba tesa ingiustificata negli affari interni dell’Italia, eseguita su delega di un presidente alla fine del suo mandato». «Peraltro, – ha aggiunto – è fondata su una valutazione errata della riforma costituzionale, che in realtà non produrrebbe, se approvata, gli effetti sperati dal diplomatico». Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini: «Il signor ambasciatore Usa si faccia gli affari suoi e non interferisca, come troppe volte è già accaduto in passato, nelle vicende interne italiane. Spero che a novembre vinca Trump che ha già garantito che si occuperà delle questioni di casa sua. Se a votare sì al referendum sono i massoni, i banchieri e i poteri forti allora ancora pià convintamente ci schieriamo per il no, ovvero per la libertà e il bene degli italiani».

(Foto: ANSA / CLAUDIO ONORATI)