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Paola Muraro e quella consulenza da 22mila euro da Cerroni mentre diventava assessore

Ventiduemila euro, iva compresa. L’assegno per Paola Muraro, nominata consulente tecnico di parte dalla Gesenu di cui è socio il re delle discariche Manlio Cerroni. Ed è su questo legame che indagano i pm. Un compenso staccato proprio nei giorni in cui avveniva la nomina ad assessora. Siamo a fine giugno.

Lo spiega oggi Federica Angeli su Repubblica Roma:

Il compenso è per una relazione a firma Muraro che dimostrerà come la società di Perugia, commissariata per mafia e ora a processo, non ha macchie. La relazione verrà inviata a giorni. Dalla Gesenu la aspettano perché le accuse sono pesantissime e su quegli illeciti ci sono in ballo, secondo l’impianto accusatorio, interessi diretti della mafia siciliana.

Di questa consulenza che è un ulteriore elemento che riconduce Muraro agli interessi di Cerroni, non c’è traccia nel curriculum dell’ex consulente Ama diventata assessora.

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Su cosa indaga la procura?

Sull’asse Muraro-Cerroni lavora da mesi la Procura che indaga sull’imprenditore per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti. I pm stanno valutando la possibilità che questa accusa possa estendersi proprio a Muraro, finora sotto indagine per abuso e violazione delle norme ambientali nell’ambito dell’inchiesta sulla certificazione degli impianti di trattamento meccanico biologico. Muraro sarà ascoltata la prossima settimana. Anche questa vicenda riconduce a Cerroni, poichè quei dati sui rifiuti, in entrata e uscita dagli impianti tmb, avrebbero finito con l’agevolare proprio il re delle discariche.

Ora, questo nuovo elemento, ovvero la consulenza diretta per l’azienda perugina sembra confermare l’esistenza di un patto di ferro tra l’assessora e l’imprenditore, da tenere però nascosto per le evidenti implicazioni di immagine. Ecco perché l’assessora non ne avrebbe fatto menzione nel curriculum.Così come non vi è traccia dei compensi percepiti per la sua attività professionale. Un’omissione che riguarda anche Raggi. Sul sito del Comune di Roma non si trovano neppure quelli della sindaca , in barba alla decantata trasparenza evocata dai Cinquestelle che avrebbe dovuto fare del Campidoglio una casa di vetro.

(in copertina foto ANSA/ANGELO CARCONI)