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Raggi-Muraro: l’ira di Beppe Grillo

L’ammissione di Paola Muraro e Virginia Raggi ieri in audizione in Commissione alla Camera dei Deputati ha avuto una grande eco all’interno del Movimento 5 stelle. Entrambe erano a conoscenza del fatto che l’assessora era indagata. E la difesa, molto “democristiana” della Sindaca Raggi (Non c’era un avviso di Garanzia era indagata”) non sembra soddisfare quei requisiti di trasparenza tanto cari al Movimento.

Ecco la ricostruzione de Il Messaggero delle reazioni in casa M5S dopo la “confessione” della Sindaca e della Muraro

Abituato a non prendersi mai troppo sul serio, questa volta Beppe Grillo ha dovuto forzare la sua indole. «Indagata? Ma stiamo scherzando…? Qui stiamo andando tutti fuori di testa». Incavolato nero, appunto. E anche Casaleggio jr si sente in qualche modo tradito. Da Virginia Raggi, certo. Ma anche da chi avrebbe dovuto «monitorare la ragazza» passo dopo passo e non lo ha fatto. Cioè con il direttorio. Sapevano e hanno taciuto? Nessuno esce allo scoperto, il refrain che si ripetono i big Di Maio e Di Battista non va oltre un «non ero a conoscenza», ma l’imbarazzo è palpabile. Al massimo qualcuno si lascia scappare un «sapevo che il suo non era un avviso di garanzia ma soltanto un’iscrizione nel registro degli indagati». Un giro di parole per non accusare direttamente la Raggi che «è stata esaustiva, ha deciso di attendere ulteriore elementi per prendere qualsiasi decisione». Ma Carlo Sibillia, il deputato avellinese anche lui membro del direttorio grillino, chiarisce che «il sindaco è lei, a lei spettano le decisioni». Come dire se qualcuno ha sbagliato questo qualcuno si chiama Virginia. E la Ruocco a tarda sera twitta: «Preciso di non conoscere l dottoressa Muraro e apprendo da fonti giornalistiche le sue vicende giudiziarie». Non proprio un assist alla Raggi, dunque.

(continua su Il Messaggero.it)