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Paola Muraro indagata, l’accusa: «All’Ama era garante di un patto illecito tra dirigenti e Cerroni»

Essere stata garante di un accordo segreto tra i vertici dell’Ama, municipalizzata del Comune di Roma per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, di cui era consulente, e il ras dei rifiuti Manlio Cerroni. È questa l’accusa che viene rivolta dai pm della Procura capitolina all’assessore all’Ambiente del Campidoglio, Paola Muraro, indagata per abuso d’ufficio e violazioni delle norme ambientali, già finita al centro di polemiche nelle settimane scorse per gli elevati compensi ricevuti in passato. Muraro, consulente di Ama per 12 anni e delegata al controllo degli impianti di smaltimento della spazzatura, sarebbe stata la mediatrice del patto illecito. Ne parla oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:

I carabinieri del Noe guidati dal generale Sergio Pascali hanno già sequestrato la documentazione nella sede dell’azienda pubblica e acquisito atti e delibere negli uffici di Provincia e Regione. Ora l’inchiesta prosegue e si concentra anche su altri filoni: la regolarità dell’incarico da oltre un milione di euro in dodici anni siglato dalla stessa Muraro e i suoi rapporti con Franco Panzironi e Giovanni Fiscon, amministratori quando sindaco era Gianni Alemanno e ora imputati nel processo di «Mafia Capitale».

 

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PAOLA MURARO INDAGATA, ACCUSATA DI UN ACCORDO ILLECITO AMA-CERRONI

Tra gli altri aspetti, i pm stanno cercando di far luce su un contratto bocciato nel 2012 dal cda:

Nel 2012 l’Ama sigla un contratto che la obbliga a «conferire per dieci anni» i rifiuti solidi urbani presso gli impianti di Cerroni. Il consiglio di amministrazione lo boccia, ma quella strana intesa finisce comunque all’attenzione della Procura di Roma. La copia del contratto è già nel fascicolo, così come il verbale del Cda che negò la ratifica. E adesso sarà proprio Muraro a dover chiarire chi propose di agire in quel modo e quale potesse essere il vantaggio per l’Ama. I tre filoni investigativi — coordinati dai procuratori aggiunti Paolo Ielo e Michele Prestipino — contemplano infatti la possibilità che ci fosse una vera e propria direttiva che aveva come obiettivo il coinvolgimento delle ditte di Cerroni.

(Foto di copertina: ANSA / ANGELO CARCONI)