Terremoto Amatrice edifici
|

Terremoto, gli edifici che non dovevano cadere, nelle Marche controllati da un pompiere

Molti edifici caduti nel terremoto che ha devastato Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto non sarebbe dovuti cadere. Questa è la convinzione dei magistrati, che hanno aperto diversi fascicoli sui lavori di ristrutturazione di edifici pubblici crollati dopo il sisma. Nelle Marche è emerso come la persona addetta al controllo dei lavori di adeguamento fosse un centralinista dei pompieri, senza competenze specifiche.

TERREMOTO, GLI EDIFICI CHE NON DOVEVANO CADERE

Corriere della Sera e La Stampa di lunedì 29 agosto dedicano un approfondimento agli edifici pubblici caduti per conseguenze del terremoto che ha colpito l’Italia centrale mercoledì di settimana scorsa. L’articolo di Ilaria Sacchettoni e Fiorenza Sarzanini sulla testata milanese evidenzia come la ristrutturazione del campanile della chiesa di Accumoli decisa dopo il terremoto di Assisi del 1997 non sia stata effettuata in modo adeguato alla prevenzione del rischio sismico. Si è preferito un intervento di migliorie inefficaci contro il terremoto. A causa del crollo del campanile è morta la famiglia Tuccio. Uno degli esempi dell’indagine della procura di Rieti.
LEGGI ANCHE

Scuola crollata ad Amatrice, il costruttore Truffarelli: «Abbiamo seguito alla lettera l’appalto»

TERREMOTO, LE INDAGINI DELLA MAGISTRATURA

La Stampa dedica l’apertura della sua edizione odierna agli edifici pubblici che non dovevano crollare a causa del terremoto. L’articolo di Francesco Grignetti elenca diverse strutture di proprietà di Stato, autorità pubbliche ed enti locali sui quali indagano i magistrati. Si tratta delle stazioni dei carabinieri dei tre paesi colpiti dal sisma, i municipi di Amatrice, Accumoli e Arquata, con carte comunali che sarebbero state irraggiungibili senza il lavoro di trasferimento dei vigili del fuoco. Curioso il caso del comune di Montereale: dopo che il municipio era stato reso inagibile dal terremoto del 2009, ora la sede provvisoria è stata lesionata dal sisma di settimana scorsa. Ancora più problematica è la situazione delle scuole di Amatrice. Crollate dopo lavori di ristrutturazione da 700 mila euro, che però sembra non dovessero adeguare la struttura al rischio sismico.

TERREMOTO, LA CONTROVERSIA SUL POMPIERE

Il Messaggero dedica un articolo a un particolare caso su cui sta indagando la procura di Ascoli, oltre alla Corte dei Conti. La regione Marche avrebbe affidato a un pompiere, che svolgeva un lavoro da centralinista, una consulenza da 100 mila euro per la valutazione dei rischi sismici degli ospedali locali. Otto nosocomi, tra cui anche edifici colpiti dal terremoto. Il pompiere, Stanislao Acciarri, in possesso di un diploma da geometra. è stato assunto per due anni, poi rinnovati, su chiamata diretta. Sarzanini e Sacchettoni rimarcano come il centralinista dei vigili del fuoco fosse legato da un legame parentale con la segreteria dell’assessore regionale del PD delle Marche.