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Il campione di scacchi squalificato perché vinceva grazie al computer

Vincere partite a scacchi con estrema facilità grazie all’aiuto di un computer. Arcangelo Ricciardi, 38enne apicoltore biellese appassionato del gioco da tavolo, ci era riuscito senza essere scoperto. Poi sono emersi i sospetti degli avversari, è arrivata una verifica e una squalifica di due anni inflitta dai giudici dellla Federazione scacchistica italiana. Le mosse di Riccardi erano tali che solo i più grandi campioni al mondo nel massimo della loro forma avrebbero potuto batterlo. Lo racconta oggi Carlotta Rocci sulle pagine dell’edizione torinese di Repubblica:

Barava con l’aiuto di un computer e i giudici della Federazione scacchistica italiana lo hanno squalificato per due anni.
Hanno sentito tutti i testimoni che tra il 30 agosto e il 4 settembre 2015 erano con Ricciardi al torneo di Imperia e hanno chiesto la consulenza di un perito che ha analizzato mosse e capacità del concorrente. La probabilità che un giocatore come lui ottenesse un risultato simile contro quegli avversari «era pari a un caso su un milione», si legge nella sentenza che smaschera anche il software usato per calcolare le mosse.
I giudici hanno scoperto che sotto la camicia sempre abbottonata fino al collo nascondeva una microcamera e una scatolina a cui arrivavano gli impulsi di un personal computer che in codice morse gli suggeriva le mosse. Per questo non si muoveva mai, né si alzava durante le gare. Ricciardi superò così sette turni del torneo prima di ritirarsi quando un giudice lo costrinse a sbottonare la camicia scoprendo il trucco.
Il legale di Ricciardi, Riccardo Borasio, commenta sconsolato: «Non è la decisione che ci aspettavamo, è il triste epilogo di una vicenda durata a lungo».

Intanto a carico di Ricciardi ad Imperia è stata aperta un’inchiesta penale per frode sportiva.

(Foto da archivio Ansa. Credit: Richard Lautens / The Toronto Star via ZUMA Wire)

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