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Fca, inchiesta Usa su violazione di leggi finanziarie: in borsa titolo in rosso

La notizia che Fiat Chrysler Automobiles, il gruppo italo-statunitense di cui fanno parte Fiat e Chrysler, sarebbe oggetto di un’inchiesta sui dati delle vendite ha fatto registrare un brusco calo del titolo in borsa. Alle 13.05 oggi veniva registrata una discesa del 4,03% a 5,95 euro per azione.

 

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FCA, INCHIESTA SU VIOLAZIONE DI LEGGI FINANZIARIE

A dare notizia dell’inchiesta è stato ieri Bloomberg. A quanto emerso finora gli inquirenti starebbero cercando di capire se l’azienda ha violato le informazioni sulle immatricolazioni e leggi finanziarie. A gennaio un concessionario negli Stati Uniti aveva promosso contro Fca Us una causa nella quale sosteneva che la controllata americana del gruppo gli avrebbe offerto incentivi finanziari affinché registrasse falsamente le vendite. All’epoca Fca si era detta convinta che la causa fosse «infondata» e aveva espresso «piena fiducia nella integrità dei suoi processi di business e dei suoi rapporti con la rete e intende difendere vigorosamente il caso».

FCA, NEL MIRINO DELLA GIUSTIZIA USA I DATI DELLE VENDITE

Più nel dettaglio, Fca per i dati delle vendite sarebbe finita nel mirino di Sec (l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori, la Consob americana per intenderci) e dell’Fbi. Nell’ambito dell’inchiesta sarebbero state anche effettuate perquisizioni negli uffici della filiale statunitense, da parte della Dipartimento di Giustizia. Fca ha subito replicato che presterà piena collaborazione alle indagini. Il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha spiegato di avere appreso che un concessionario negli Stati Uniti «ha promosso contro Fca una causa nella quale sostiene che l’azienda avrebbe offerto incentivi finanziari affinché registrasse falsamente le vendite, riportando vendite al dettaglio in un determinato mese e cancellandole in quello successivo. Sebbene l’atto di citazione non sia ancora stato notificato a Fca Usa, la società è convinta del fatto che la causa sia infondata e sia stata promossa dal legale interno del concessionario proprio nel momento in cui Fca discuteva con il gruppo del concessionario della necessità che quest’ultimo rispettasse i propri impegni in base a taluni dei contratti di concessione».

(Immagine di copertina da archivio Ansa. Credit: EPA / RENA LAVERTY)

TAG: Chrysler, Fca, Fiat