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Il Foglio si scorda il passato berlusconiano e attacca l’opacità del partito-azienda M5S

Le relazioni politiche e commerciali tra M5S e Casaleggio Associati rappresentano per molti osservatori un grande interrogativo. Il rapporto ha certo lati problematici, ma appare piuttosto dubbio che la critica all’opacità di questo presunto partito-azienda arrivi dal Foglio, testata a lungo berlusconiane e ignara evidentemente del legame tra Forza Italia e Mediaset.

L’ATTACCO DEL FOGLIO AL M5S

Il difetto genetico del grillismo è la sua opacità verticistica per una metà dedita al business e per l’altra al verbo del capo, che non per nulla resta garante di ogni singolo atto.

Questa frase è sentenziata in un editoriale del Foglio di martedì 19 luglio 2016, che commenta la bocciatura dell’espulsione di un gruppo di militanti decisa dal tribunale di Napoli. Il quotidiano diretto da Claudio Cerasa mantiene la sua linea di perplessità nei confronti della magistratura ribadendo come non è per via giudiziaria che si possa contrastare il modello del M5S. Una critica anche ragionevole, che però assume tratti lisergici quando il Foglio si dedica a criticare il Movimento 5 Stelle per i due motivi sopra elencati. Il primo è l’opacità del legame tra M5S e un’azienda privata, la Casaleggio Associati, il secondo è la fedeltà assoluta o quasi al capo, fondatore dello stesso movimento.

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FORZA ITALIA SPIEGATA AL FOGLIO

Nella recente storia italiana c’è già stato un partito carismatico, che ha più volte superato la soglia dei dieci milioni di voti, che aveva un legame certo eccessivo con una impresa e con una vita democratica piuttosto bassa. Si chiamava Forza Italia. Il suo fondatore, Silvio Berlusconi, ne è sempre stato presidente, e il suo dominio organizzativo era così chiaro che i rarissimi congressi finivano solo per acclamazione sulla sua conferma alla guida del partito. Forza Italia aveva un piuttosto evidente legame con Mediaset, una delle più grandi realtà italiane. Come la Casaleggio Associati, purtroppo per un tragico evento anche importanti realtà di Mediaset sono guidate da un familiare del fondatore. Niente di nuovo nella storia italiana insomma, e certo criticare il M5S con una simile asprezza appare giusto un pochetto contraddittorio con la storia di una testata che è sempre stata berlusconiana fino a poco tempo fa. A volte interrogarsi su simili incoerenze potrebbe facilitare la comprensione dell’enorme successo dei 5 Stelle.