Uno degli aspetti meno evidenti nelle continue notizie di crisi e licenziamenti di questi giorni è che oltre al lavoro spesso si perde anche la casa.
Anche se più dell’80% degli italiani sono proprietari di alloggio c’è un numero di famiglie, soprattutto di nuove famiglie, che hanno un appartamento solo in affitto. Il valore di questo affitto, che è aumentato notevolmente insieme al forte rincaro degli appartamenti degli ultimi anni e in generale degli appartamenti in affitto in Italia, è sostenibile solo se si ha un lavoro. Perdendo il lavoro sostenere l’affitto diventa impossibile a volte anche con l’assegno di cassa integrazione. A questo punto l’unica
possibilità è tornare dai genitori o, se non ci sono, andare provvisoriamente da amici prima di, irrimediabilmente, non avere un posto dove stare.
GUERRA FRA POVERI – Negli ultimi tempi questo fenomeno ha dato vita, in molte zone di Italia ed in particolare al Sud, ad un vero e proprio assalto pirata a quelle case popolari che, per un motivo o l’altro, non sono abitate stabilmente dai loro affidatari. A volte basta una vacanza, una convalescenza in ospedale protratta a lungo, la visita ad un figlio lontano, per ritrovarsi senza effetti personali, senza mobili, senza casa. La procedura è questa: uno dei procacciatori osserva, tra i suoi vicini delle case popolari, le possibili vittime. Quando queste si assentano parte il lavoro dei fabbri: anche la migliore delle porte blindate non può sopportare il lavoro di seghe e piedi di porco. Certo si fa rumore ma ognuno si fa i fatti propri, per omertà mafiosa o per omertà e basta. Una volta aperta la porta comincia il lavoro di pulitura: non solo i valori vengono fatti fuori ma ogni traccia del precedente proprietario, foto, quadri ed effetti personali trovano la via della spazzatura. Il passo successivo è che la persona che deve occupare l’appartamento (non necessariamente la stessa che ha aperto e ha fatto il furto) va ad autodenunciarsi per occupazione abusiva in una casa che ha ritrovato vuota. In questo modo ribadisce la sua presenza, confessa il meno grave dei crimini (l’occupazione e non il furto) e, a quanto pare, usa questa dichiarazione per riallacciare le utenze.
NESSUNO PUO’ NULLA – Le forze dell’ordine, a quel punto, se chiamate dal legittimo proprietario (magari giorni dopo) troveranno il nuovo occupante con tutta la sua roba senza alcuna traccia del passato del precedente. E non potranno far altro che denunciarlo lasciandolo lì. L’ordinanza di sgombero, se mai arriverà insieme magari a centinaia di altre, provocherà quei drammi collettivi che tante volte si vedono in tivù quando la polizia cerca di sfrattare famiglie (con tanti bambini, tutti quelli che ci sono in zona) che mostrano la loro miseria e minacciano
azioni di estrema disperazione. Le persone restano lì, con denuncie e magari condanne che diventeranno eseguibili solo dopo diversi anni. Si creano così a volte palazzi di abusivi, di gente che non pagando il fitto vive in case abbandonate e fatiscenti, in condizioni igieniche da terzo mondo a due passi da quartieri di lusso (a Roma ad esempio ce ne sono a Valcannuta a 200 metri dall’abitazione del presidente della Camera Fini).
MEGLIO COSì CHE SOTTO UN PONTE - Chi ha provato l’esperienza di un furto in casa sa cosa significa non ritrovare oro, danaro, effetti di valore. Ma chi subisce un esproprio di questo tipo perde le foto e i ricordi di una vita, i vestiti come i libri, tutto quello che aveva di valore come quelle cose inutili che non vanno nemmeno ad ingrossare il mercato dei ricettatori ma solo le discariche. Trova la porta chiusa, un’altra serratura e bussando, persone che giurano di aver trovato la casa vuota, quella stessa casa che ora accoglie nuovi mobili e foto ai muri. Queste persone che vanno ad occupare le case sanno che la legge non gli può nulla, perché nulla hanno da perdere: se mai si arriverà alla fine di una di queste cause (scansando condoni e prescrizioni) dormire in cella sarà comunque meglio che sotto un ponte e delinquere è, in ogni modo, l’unica possibilità per garantire un tetto ai propri figli. Così, a dispetto della tolleranza zero, grazie alla mancata difesa del territorio (per cui chiunque può scassinare una porta blindata senza essere scoperto) grazie alla lentezza della giustizia e l’incapacità di applicarne le condanne, il fenomeno delle occupazioni abusive si allarga. Fenomeno che, riguardando solo ed esclusivamente delinquenti italiani, per giunta con famiglia, non trova spazio nella cronaca ma che, con l’acuirsi della crisi, si trasformerà sempre più in una feroce guerra tra poveri.























Ormai siamo arrivati ai livelli più bassi proprio
Vero, si tratta di un fenomeno di cui si parla raramente, ma tristemente vero.
Solo una domanda: “più dell’80% degli italiani sono proprietari di alloggio”. Fonte?
Perche’ mi sembra davvero una cifra enorme rispetto al mio personale percepito. Una cifra che sinceramente mi aprirebbe diverse riflessioni, anche sul mercato stesso delle case e degli affitti.
sciacalli poveri e con prole, ma sempre sciacalli restano…
@Ludovica: l’80% saràcome il famoso mezzo pollo ch emangiano gli italiani… se tu ne mangi 1 e io nessuno ne mangiamo mezzo a testa. ;D
Certo che questa cosa dell’occupazione abusiva non la sapevo e non sapevo neanche che era così “facile” abitare abusivamente una casa per anni.. se io non pago il mutuo della casa la banca quanto ci mette a togliermela?
Un saluto, Lisa
“più dell’80% degli italiani sono proprietari di alloggio” eh sì, sembra anche a me che sia minore la percentuale. Forse dipende dal fatto che frequento prevalentemente 20/30/40enni, tutti, o quasi, rigorosamente in affitto.
qui il presidente di Confedilizia conferma, però, i dati forniti da Dario Ferri:
http://www.filibertoputzu.it/case_popolari_berlusconi_sbaglia__sc_3884.htm
@Lisa: ecco si e’ possibile. Il famoso mezzo pollo che io mi dovrei mangiare mentre in realta’ al massimo mi becco le zampe per il brodo.
Purtroppo e’ davvero cosi’ facile abitare abusivamente e ho sentito piu’ di un caso di gente che tornando dalle ferie si e’ trovata la casa occupata. E sbatterli fuori non e’ facile come logica suggerirebbe. Terrificante situazione, solo a pensarci mi vengono i brividi.
@Gloria: io frequento una fascia di eta’ tendenzialmente piu’ alta di una decina di anni rispetto alla tua, ma boh… la percentuale continua a sembrarmi sproporzionata. Probabilmente e’ anche vero che piu’ si scende di eta’ e parallelamente piu’ e’ difficile trovre gente che ha avuto la possibilita’ e soprattutto la stabilita’ economica per affrontare un mutuo. Con il precariato che dilaga chi oserebbe mai accollarsi un debito piu’ che ventennale?
Io non me la sento di rateizzare per comprare una macchina, figurati se mi viene in mente di farlo per una casa, considerato che piu’ che vivere d’oggi non posso.
E non sia mai un giorno debba trovarmi a comprendere il punto di vista degli abusivi, se non proprio a farlo mio.
Paura? Si, tanta. Paura del ridimensionamento degli obiettivi affrontabili: la casa ormai non appartiene alle possibilita’ medie dei trentenni/trentacinquenni, la macchina nemmeno, il lavoro e’ diventato una lotteria. E non tutti riescono a comprare il biglietto.
In questo clima di impoverimento delle risorse ed innalzamento della fascia dei precari il fatto che l’80% degli italiani siano proprietari di mattone mi fa sorridere e chiedere come mai una camera (non un monolocale, proprio una camera) a 400€ al mese faccia scattare lotte feroci per accaparrarsi l’occasione.
Guerre fra poveri, si, in cui davvero un tetto sulla testa sta diventando appannaggio di coloro che ne hanno uno per retaggio di anni piu’ sereni.
E di questi, quanti saranno in grado di mantenere mutui ancora in piedi ad oggi, magari a tasso variabile, e non perderanno capra e cavoli?
@Cordapazza: si si ma io non contesto la veridicita’ del dato. Vorrei solo capire in che modo sia stato estrapolato, cosa comprende, cosa significa, insomma. Come lo devo interpretare.
carissimi
è giusto parlare di poveracci, ma, a mio modesto avviso, non è da sottovalutare la situazione di noialtri propietari
personalmente posseggo 400-500 appartamenti sparsi per il regno d’ italia oltre a qualcosina per la villeggiatura, per ritemprare le mie membra stanche..
quel fesso del mio primo segretario non riesce mai a farmi un imventario completo…
ebbene di questi tempi anche io, evero, mi trovo in serie difficoltà ad amministrare un simile patrimonio e non riesco neanche a raccogliere i soldi necessari per le riparazioni del mio castelletto dive abitualmente uso trascorrere questo tempo senza fine che mi angustia
vi prego abbiate comprensione anche per me e prevedete o voi che parlate con quegli omini del governo, perchè siete popolo e, quindi, con la bocca direttamente nel padiglione auricolare dei politici demos-cratici che vi servono,,,,
suggerite leggi ed elargizioni di moneta tintinnante per noialtri poveri propietari
Ludovica: solitamente chi fa la tua domanda pensa che pagando il mutuo, la casa non sia di proprietà. In realtà non si può avere diritto al mutuo se la casa non è già di tua proprietà.
Scusami se intendevi qualcosa di diverso.
@Rado di Figo: cosa intendi per
“In realtà non si può avere diritto al mutuo se la casa non è già di tua proprietà.” ?
Perché di solito il mutuo lo fai per acquistare la casa e lo sottoscrivi contestualmente all’atto di compravendita della casa: ossia il notaio, il direttore di banca, il venditore e l’acquirente son tutti assieme e i contratti (di vendita/acquisto e di mutuo) si fanno uno a seguito dell’altro.. Praticamente sei proprietario della casa per 5 minuti dopodiché hai un mutuo (ennennale) da pagare: per questo si dice che la casa è della banca…
Uhm in effetti ha ragione Rado, Lisa. Nel momento in cui contraggo un mutuo risulta che io abbia acquistato la casa e contratto un debito con un ente creditore, qualsivoglia esso sia, che di fatto paga per me la casa al costruttore/precedente proprietario. In questo senso certamente tutti coloro che hanno mutuo rientrano nell’80% dei proprietari e i conti *potrebbero* tornare, anche se il mio percepito continua a drizzare le antennine. Pero’ certo a questo punto mi piacerebbe sapere di quell’80% quanto e’ ancora in debito e quanta la percentuale delle case *di piena proprieta’*
Mi sa che Berlusconi nella sua campagna elettorale vantò un dato del tipo 85%. Immagino che la distribuzione non sia così uniforme per cui ad esempio in città è molto più bassa che nei piccoli centri.
Per quanto riguarda il post è desolante quando si dice che la polizia è impotente. Ecco, a dispetto della storiella della tolleranza zero, in Italia non c’è uno stato di diritto e questo si riflette sulla sicurezza delle persone. E qui ovviamente non si parla di stranieri…
Ma stiamo parlando dell’ottanta per cento degli italiani o delle famiglie? Perché in questo caso la cifra può essere veritiera, ma il numero di persone in affitto dovrebbe essere superiore al 20 percento degli italiani, visto che molti degli studenti fuorisede, ad es., risultano residenti a casa dei genitori nel comune di provenienza (cambiare residenza comporta costi di tempo e denaro), e lo stesso vale probabilmente per molti giovani che vivono nella stessa città dei genitori. Inoltre, mi sa che nella statistica sugli affitti si tiene conto solo dei contratti ufficiali e non degli affitti in nero. O sbaglio?
Ludovica hai colto bene il succo del discorso: contrariamente a quanto pensano molti, come Lisa72, non si può contrarre un mutuo se non si è proprietari della casa (altrimenti, per esempio, su cosa graverebbe l’ipoteca?).
In questo senso essere proprietari esula dal fatto di essere ancora sotto mutuo o meno. Poi credo che per 80% (mia ipotesi) non debba essere rapportato all’intera popolazione ma solo ai nuclei familiari. Penso, per esempio, alla famiglia che abita in una casa di proprietà del solo padre, ma dove convivono madre, due figli maggiorenni ed un paio di nonni. Chiaro che, a rigor di termini, su sei persone solo una abita in casa di sua proprietà, ma credo che in quella statica faccia conto come 1 nucleo familiare che abita la casa di proprietà di (almeno) un suo membro (ripeto è mia ipotesi).
@Rado: lo so che sei proprietario di casa anche se paghi il mutuo: quando ho contratto quello (che sto pagando) per l’acquisto della mia casa sull’atto di compravendita c’è ben scritto che la somma da pagare al venditore verrà versata a seguito del mutuo contratto subito immediatamente dopo la firma del contratto d’acquisto.
So bene di essere proprietaria di una casa: ci pago le tasse e lo dichiaro per l’ISEE però se salto le rate del mutuo mi sa che se la prende la banca…
Per questo dicevo che in realtà il mutuo lo prendi per acquistare casa.. se avessi i soldi per comprarla non stipuleresti un mutuo: il contratto di acquisto è vincolato al contratto di mutuo.
Un saluto, Lisa
Ricambiato Lisa.
Però c’è una cosa che suscita la mia curiosità: nel tuo atto d’acquisto è stato scritto che il prezzo è stato pagato a seguito di mutuo od ho capito male io?
@Rado: sì, nell’atto c’è scritto che la somma verrà versata al venditore tramite bonifico bancario a seguito della stipula del mutuo che avrei contratto subito dopo: se vuoi domani ti scrivo la dicitura ^_^ adesso vado a cena
Lisa
No, no: è più che sufficiente così. Grazie!