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Perché Anna Rita Leonardi si è ritirata dalla corsa a sindaco di Platì

Una brutta storia. A Platì, il comune in provincia di Reggio Calabria divenuto simbolo della lotta alla criminalità organizzata, ha vinto la mafia, sembra: la giovane Anna Rita Leonardi, militante del Partito Democratico che aveva accettato di correre anche da sola alla carica di sindaco nel piccolo paese per le Elezioni Comunali 2016, si ritira: “Mancano le condizioni politiche”, scrive, per concorrere alla carica di prima cittadina. Il Pd, dunque, rinuncia alla corsa di Platì: sembra, stando alle notizie a disposizione, che siano venuti a mancare i candidati necessari per comporre la lista.

ANNA RITA LEONARDI RINUNCIA AL COMUNE DI PLATÌ

La Leonardi ha annunciato il suo chiamarsi indietro su Facebook.

 

 

A poche ore dalla presentazione delle liste, con i documenti ritirati e tutto pronto per la consegna, sono profondamente rammaricata nel dover comunicare che non concorrerò alle elezioni a sindaco di Platí. Questo annuncio, inaspettato e improvviso, arriva dopo un anno di lavoro passato sul territorio e dopo un investimento reale e concreto da parte del Partito Democratico, a partire da quello del nostro segretario nazionale. Giorni fa, a seguito di alcuni elementi emersi, sono stata convocata ad una riunione a Roma ed insieme ai vertici del partito, abbiamo dovuto constatare che non c’erano più le condizioni politiche e di agibilità per svolgere serenamente la campagna elettorale. Questa scelta nasce anche a seguito di alcune vicende che, da un anno e per un anno, continuano a perdurare sul territorio Platiese. Vicende che rendono queste elezioni, ancora oggi, non un alto momento politico, ma una farsa degna del peggiore sceneggiatore. Anche alla luce di questa consapevolezza, ascoltati cittadini e candidati, ho ritenuto doveroso fare un passo indietro.

La Repubblica spiega qualcosa in più.

Nelle ultime settimane, l’allora aspirante sindaco di Platì, arrivata alla vigilia della presentazione delle liste, si era trovata senza candidati su cui puntare. Per questo aveva chiesto aiuto al suo partito. Su sollecitazione dei vertici nazionali anche il segretario calabrese Ernesto Magorno si era occupato del caso, finito al centro di una riunione a Reggio Calabria, alla presenza dei massimi rappresentati locali del partito. Ma l’auspicata soluzione non è arrivata. I quattro giovani che avevano pubblicamente dato la propria disponibilità – Alfonso Romeo, Rocco Garreffa, Lucia Romeo ed Elisa Raco – rapidamente si ritirano, perché “dal nulla – scrivono in una nota – sembra venire fuori uno strano congegno che partorisce, senza alcuna gestazione, un continuo di nomi da proporre e contrapporre, senza un programma o un progetto politico che li rappresenti”.

 

 

Copertina: Anna Rita Leonardi / Facebook